La sfilata degli Alpini a Udine in memoria dei 50 anni del terremoto
In centinaia alla sfilata promossa per il nono raduno dell’Ana. Domani il secondo e ultimo giorno

Su quel cappello, più di una penna nera: un cielo terso che, sopra la città, ha fatto da tetto alle centinaia di alpini presenti in centro per il nono raduno della sezione Ana di Udine, domenica avviato alla sua conclusione. Perché Udine, dopotutto, è la loro casa e il Friuli, da almeno 50 anni, è quel luogo in cui anche il ricordo di una tragedia, del terremoto, può volgere a pensieri di ringraziamento rivolti a chi, a questa terra, ha dato e continua a dare ancora parecchio. Zaino in spalla, per molti, diversi i punti di partenza, anche extra regionali; per tutti, la stessa voglia di esserci.
I primi arrivi, in piazza Libertà, già dalla mattina, fra primi saluti e brindisi, rigorosamente in friulano. A scandire il passare del tempo, così, sono i discorsi di rito: novità relative ai gruppi, ricordi di incontri passati. Attese per il futuro, anche quello più immediato. Il programma della giornata, in tal senso, è chiaro, il culmine con l’esibizione della fanfara, il via ufficiale segnato dall’inaugurazione della mostra statica dei mezzi storici, in piazza Primo maggio.

Il primo ritrovo, informale, avviene però sotto la loggia di San Giovanni, nei locali della sede cittadina. Qui, a fare gli onori di casa è il consigliere Gianpaolo Squarcina: «Sarà un’esperienza forse faticosa, ma è bello poter accogliere tanti amici nella nostra città». Con lui, a condividere aneddoti e prospettive, ci sono Renzo Costalla e Massimo Minazzo: il primo viene da Cuneo, ma nel 1981 era a Chiusaforte; per il secondo, anni di servizio in Italia, a Pinerolo, ma anche in Norvegia. «In Friuli si sta bene, è un territorio che abbiamo nel cuore», il loro pensiero.

Otto i gruppi di alpini uniti per l’occasione, ma passeggiando per il centro storico emerge forte anche la presenza di penne nere giunte “da fuori”. È il caso di Michael Nocentini, toscano di Prato, a capo del gruppo Alpini Scozia: «Abbiamo aperto la sezione a luglio 2025. Sono in Scozia dal 2010 e ho sempre partecipato ad adunate e raduni. Così ho pensato: perché non provare a creare questo gruppo?». Tra i componenti c’è anche il pordenonese Michele Bernardini, che attualmente vive a Edimburgo: «Il nostro gruppo ci permette di essere anche un punto di riferimento per la comunità italiana d’Oltremanica».

Alle 17, quindi, scatta l’ora della Fanfara della Brigata alpina Julia, preludio alle messa serale in Duomo. Ampio il seguito di curiosi, pronti a immortalare quei momenti col loro smartphone. Man mano che il programma avanza, l’orgoglio di Mauro Ermacora, presidente dell’Ana di Udine, è evidente: «Udine è casa nostra, venire qui è sempre una meraviglia». Un sentimento condiviso dal vicesindaco Alessandro Venanzi: «Il legame fra Udine e gli alpini era già emerso, forte, con l’adunata del 2023. In quell’occasione si era consolidato un legame basato sui valori che abbiamo celebrato anche in quest’anno di ricordo per i 50 anni dal terremoto: altruismo, capacità di dedicarsi agli altri e di rappresentare il territorio».
Domenica alle 10 inizieranno ammassamento e formazione del corteo, in piazza Primo Maggio. Alle 10.30 partirà la sfilata, che transiterà per le vie Manin, Mercatovecchio, Paolo Sarpi, piazza San Giacomo, vie Canciani e Cavour con arrivo in piazza Libertà. Il corteo, al termine della successiva cerimonia, tornerà in piazza Primo Maggio per il tradizionale rancio alpino.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








