Sfida al patto di stabilità Ecco l’agenda di Benigno

LATISANA. Pagare le fatture pregresse e riuscire a finire la palestra della scuola primaria, il centro intermodale, l’ampliamento del municipio e la recinzione del campo sportivo del capoluogo, per un totale di 1 milione e 125 mila euro di spesa.
È quanto il sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, è riuscito a salvare dai “legacci” del patto di stabilità, attraverso una ricognizione delle opere pubbliche, nei programmi dell’amministrazione, ma stoppate dai vincoli imposti dalla normativa che, getta l’allarme Benigno, “deve essere rinegoziata dal governo regionale al più presto, o per i comuni si assisterà a un vero e proprio collasso”.
Vista la difficile situazione e lo stallo provocato dal patto di stabilità, il sindaco Benigno si è visto costretto a effettuare una ricognizione dello stato delle opere pubbliche già avviate, stabilendo un “quadro di priorità di intervento”, sulla base degli spazi finanziari resi possibili dalla normativa e individuando quelle da porre in programmazione per quest’anno: 432 mila euro per finire la palestra della scuola primaria del capoluogo, 308 mila euro per completare il centro di aggregazione giovanile al primo piano del centro intermodale, 124 mila euro per la recinzione dello stadio, 143 mila per riuscire finalmente a spostare una parte degli uffici comunali nel nuovo edificio di piazza indipendenza e 118 mila euro per onorare alcune fatture già emesse dai fornitori.
«I paletti introdotti dal patto di stabilità sono troppo rigidi e i nuovi spazi finanziari recentemente avuti sono del tutto insufficienti per sanare il pregresso – spiega il sindaco di Latisana - servirebbero almeno 100 milioni di euro in più rispetto a quelli già assegnati dalla legge finanziaria e a quelli messi a disposizione dal Governo con il decreto sblocca fatture, che ha dato la possibilità ai comuni maggiori, di pagare alcune delle opere già avviate dando una vera e propria boccata d’ossigeno, in termini di flussi finanziari, al settore dell'edilizia.
Invece i comuni più piccoli oggi non sono messi nelle condizioni di poter pagare tutti i lavori già eseguiti, per carenza di risorse a disposizione. In vista dei bilanci di previsione, dobbiamo sapere dalla Regione se ci saranno ulteriori spazi finanziari in arrivo, per poter fare fronte agli investimenti o se la situazione resterà quella tristemente nota a tutti, con la stragrande maggioranza dei comuni in grossa difficoltà nel riuscire a chiudere il bilancio.
Anche l’incertezza delle entrate per Imu e Tares, in fase di modifica normativa, complicano le cose e se non si saranno i trasferimenti compensativi da parte dello Stato, l’erogazione dei servizi essenziali è messa a serio rischio».
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