Settimana da record: in Fvg mai così tanti tamponi per trovare il virus

Slovenija, Ljubljana, 30.07.2009, 30. Julij 2009 Zdravnica z masko na obrazu in leseno palcko ter palcko za jemanje vzorcev sline pregleduje dekle v klinicnem centru. Gripa, virus, urgenca Foto: Tina Kosec/Bobo
Slovenija, Ljubljana, 30.07.2009, 30. Julij 2009 Zdravnica z masko na obrazu in leseno palcko ter palcko za jemanje vzorcev sline pregleduje dekle v klinicnem centru. Gripa, virus, urgenca Foto: Tina Kosec/Bobo

UDINE. Quella che si è chiusa domenica 1 novembre è stata un’altra settimana significativa per l’evoluzione dell’epidemia in Friuli Venezia Giulia, con una nuova serie di record, tutti segnali dalla precisa volontà di contrastare la diffusione del virus.

Il primo strumento che può sostenere questa battaglia è il tampone. La Regione, con il coordinamento dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, ha messo in campo tutte le proprie forze arrivando all’esecuzione di ben 34.760 test in sette giorni. La settimana precedente i tamponi eseguiti nelle strutture del Fvg erano stati 30.955.

Numeri ben diversi da quelli che la Sanità regionale era in grado di assicurare nei momenti difficilissimi di marzo e aprile, quando al massimo si toccava quota ottomila tamponi circa. Uno sforzo che si è riversato anche sui laboratori e su tutto il personale sanitario (compresi i tracciatori).

Con il consueto obiettivo: individuare il maggior numero possibile di positivi – soprattutto gli asintomatici – per isolarli fino a guarigione e impedire una ulteriore diffusione del virus. Ecco perché i numeri assoluti dei positivi sono comunque cresciuti (come dimostra la serie storica fissata dal professor Vincenzo Della Mea, docente dell’università di Udine): nelle settimane del lockdown il record di contagiati era stato (nella settimana del 29 marzo) di 606.

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Domenica, invece, dopo sette giorni di lavoro continuo, il bilancio contava su 3.083 nuovi positivi. Numeri assoluti ovviamente molto diversi rispetto a marzo e aprile, ma anche rispetto a solo sette giorni prima.
Valutiamo tutto questo con l’aiuto delle percentuali.

Durante il lockdown si cercavano e si testavano soprattutto i sintomatici: la percentuale di positivi era del 9,1 nella settimana del picco (quella chiusa con domenica 29 marzo). Fino a domenica 25 ottobre eravamo lontani da quei valori: la settimana si era chiusa con 1.746 contagiati su 30.955 test. Ossia il 5,6% di positivi.

La settimana dopo – quella appena terminata con domenica primo novembre – è avvenuto lo scatto che sta preoccupando tutti gli addetti ai lavori: il tasso è infatti schizzato all’8,8%, in linea insomma con il record di marzo. Frutto di un aumento considerevole dei positivi (ben 3.083) su 34.760 tamponi. —
 

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