Sette esposti in Procura contro la centrale a biogas

Li ha presentati il vicesindaco di Torviscosa: troppe contraddizioni nelle carte. «Comporta forti alterazioni al contesto agricolo e ai valori paesaggistici»

TORVISCOSA. Il vicesindaco di Torviscosa, Mareno Settimo, ha presentato alla Procura di Udine e alle autorità competenti sette distinti esposti «affinché venga valutata la lunga serie di incongruenze e di contraddizioni che emerge dalla lettura dei documenti prodotti durante l'iter procedurale relativo all’autorizzazione del biogas della Torre Zuina Energy».

«Un esempio eclatante - afferma Settimo - è quello che vede su posizioni diametralmente opposte la Regione e la Soprintendenza sulla questione della tutela dei beni paesaggistici». Il vicesindaco ricorda che il 14 febbraio 2012 il Servizio tutela beni paesaggistici della Regione Fvg ha scritto che «sotto il profilo della tutela dei beni paesaggistici si ritiene che l'intervento proposto, consistente nella costruzione e l'esercizio di una centrale elettrica a biogas in Comune di Torviscosa, in un ambito già fortemente compromesso dalla presenza di realtà eterogenee, possa ritenersi accettabile». Il 7 giugno 2012 la Soprintendenza esprime parere contrario perché l’impianto in esame è collocato «in parte all’interno delle fasce di rispetto di rogge e canali vincolati “ope legis” comporterebbe, qualora venisse realizzato, forti alterazioni al contesto agricolo di riferimento, compromettendo i valori paesaggistici e naturalistici che i vincoli intendono tutelare».

«La Roggia Zuina- ricorda - non è un semplice canale di bonifica, ma è un canale che con i sui 300 anni di storia riassume tutte le vicende legate all’evoluzione del paesaggio agrario, alla gestione del territorio e alla storia delle bonifiche dell’intera Bassa friulana. La mappa conservata all’Archivio degli stati provinciali di Gorizia, testimonia l’esistenza di questo canale già nel 1698. Altre mappe (quella del 1809 del Von Zach), la cartografia e le aerofoto dell’Istituto geografico militare e la Carta tecnica regionale dimostrano in modo inequivocabile che l’area dove sta sorgendo l’impianto non ha subìto nel corso degli ultimi secoli sostanziali modificazioni paesaggistiche ed urbanistiche».

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