Serata sugli insetti in tavola, animalisti contro il festival

PORDENONE. Le tagliatelle di “Nonna Pina” versione 2.0 potrebbero avere un sugo di cavallette invece che il tradizionale ragù di carne. Anche se può far sorridere, il tema – di cui si parla sabato alle 18 nell’appuntamento “Tagliatelle speciali. Proteine a sei zampe. Insetti in tavola” nell’ambito di Scienzartambiente – è serio perché chiama in causa l’esaurimento delle risorse del pianeta, soprattutto idriche, e con il problema del consumo del suolo.
Proprio per questo, anche se ci saranno i Papu a fare da assaggiatori – secondo le associazioni ambientaliste «non c’è niente da ridere». Perché quella che per una parte della scienza può essere la risposta a una nuova alimentazione proteica, per le associazioni che si battono per la tutela degli animali si tratta di una proposta a senso unico che ancora una volta lede il diritto di altri esseri viventi.
E così Lac di Pordenone (con Alessandra Marchi), Lav provinciale (con Guido Iemmi), e Animalisti Fvg (con Daniela Galeota, Massimo Lo Scavo e Alessandra Cusinato) hanno chiesto all’amministrazione comunale, che promuove il festival, «di ritirare il patrocinio per questa inaccettabile iniziativa».
A chi sostiene che gli insetti abbiano contenuto proteico pari al doppio di una fettina di vitello «e che a parità di peso richiedono utilizzi fino a cento volte inferiori di suolo e acqua», le associazioni ricordano che «esiste l’alternativa Vegan che di proteine ne offre a volontà ma... a zero zampe e a zero sofferenza animale e ambientale». Il vantaggio, secondo le associazioni, è solo economico e solo per alcuni. Va aggiunto che, per le leggi europee e italiane, «un insetto non può considerarsi cibo».
Dal comitato scientifico di Scienzartambiente, Chiara Sartori ricorda che «siamo onnivori, l’uomo raccoglitore mangiava insetti. Ottenere 100 grammi di proteine da insetti, che non vengono uccisi ma parliamo di insetti liofilizzati, costa un bicchiere d’acqua mentre l’equivalente di carne bovina richiede un impiego di migliaia di litri. Rispettiamo le idee di tutti, anche quelle filosofiche e culturali. Ma apriamo un confronto che non sia “di pancia”. Invito le associazioni a venire sabato o a contattarci per un incontro». Più tagliente Stefano Meriggi, filosofo della scienza: «Ma se avessimo organizzato una spaghettata col ragù avrebbero reagito allo stesso modo?».
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