Senza paga da oltre due mesi, «mi licenzio»

PORDENONE. «Pago di tasca mia per lavorare a scuola da precaria: mi licenzio». Una maestra pordenonese stagionale con due figli a carico e i conti della baby-sitter da pagare ha un arretrato di oltre 60 giorni. Lo Stato non ha pagato due mesi di lavoro a circa 400 supplenti nella Destra Tagliamento. «A chi chiedo i soldi – ha sfogato la rabbia l’insegnante stagionale – per la benzina? Lavoro senza avere il salario».
Il sindacato Flc Cgil ha intercettato la lettera con le dimissioni della supplente. «Una parte degli stipendi dovrebbe arrivare a inizio gennaio – ha consigliato l’attesa il sindacalista Giuseppe Mancaniello –. Non a tutti, ma facciamo pressing sul Tesoro». Lo stipendio mensile medio di una maestra supplente non supera 1.200 euro e la tredicesima sarà fuori riscossione sino a Carnevale.
Stipendi ancora in ritardo per 400 docenti e bidelli precari: la protesta raddoppia con una bidella supplente. «Lavoro in due scuole – ha raccontato l’ausiliaria –. In una presto 30 ore settimanali di servizio e nell’altra sei ore: mi pagano soltanto 24 ore al mese. Perché?». La risposta arriva dal sindacato. «Lo Stato sfrutta i precari e anche tutti i lavoratori dell’istruzione – ha valutato Mancaniello –. Per i supplenti arrivano ogni due o tre mesi emissioni speciali con i salari: non si pareggiano mai i conti. Il resto del comparto ha salari da fame anche con 30 anni di professione».
I supplenti non pagati dallo Stato a Pordenone tirano a campare con prestiti chiesti a famiglie oppure al banco postale e con le lezioni private. Chi arriva dal Sud e deve pagare l’affitto non ce la fa. «I precari della scuola aggiungono al disagio di un rapporto di lavoro discontinuo anche quello di prestare in servizio lontano da casa e dalle famiglie – ha valutato Mancaniello –. Sono i nuovi poveri e, intanto, anche col nuovo contratto di lavoro sarà come fare le nozze con fichi secchi».
L’ultima decisione sarà quella di aprire una vertenza e mandare diffide. Disguidi anche per una cinquantina di bidelli di ruolo che sono stati nominati nel 2017-2018 in ruoli amministrativi. Il servizio di 36 ore settimanali non viene pagato a chi era part-time in bidelleria. «Le scuole hanno inserito i contratti, ma pare ci sia un problema con l’elaborazione da parte di Noipa – dicono nelle segreterie –. Questo può avere rallentato la procedura di liquidazione delle retribuzioni. Una parte degli stipendi sarà probabilmente liquidata in gennaio e febbraio».
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