Sei di Pordenone se... Su Facebook è mania: oltre duemila iscritti

PORDENONE. Le nuove piazze oggi sono virtuali: si affida alla rete quello che in passato ci si diceva in quelle reali. Il “Ti ricordi quando ...” dalle conversazioni oggi è diventato il tema della pagina Facebook “Sei di Pordenone se ...”. Un gruppo che, a poche ore dalla apertura, ha già oltre 2 mila iscritti, numero destinato a crescere vertiginosamente nei prossimi giorni, e fiumi di post.
Una iniziativa che segue analoghe idee in Italia e in provincia: di pochi giorni fa è l’apertura della pagina “Sei di Tiezzo se ...” e altri paesi hanno fatto lo stesso, con spazi virtuali in cui ricordare luoghi, fatti, aneddoti e soprattutto persone, quelle che hanno per anni dato un volto alla città.
Sei di Pordenone se... Come non pensare alle “vasche” tra corso Vittorio Emanuele, Piazza XX Settembre e via Battisti, soprattutto il sabato pomeriggio? «Quando avevi 15 anni facevi decine e decine di vasche costringendo le tue amiche a venire con te solo per vedere quel tipo che ti faceva battere il cuore e morire lì solo se ti faceva un cenno di sorriso».
E poi le persone. Molti post ricordano Bruno Redivo del bar Municipio («Non sei di Pordenone - scrive Mario - se la domenica pomeriggio non hai telefonato al Caffè Municipio per sapere il risultato del Pordenone. E Bruno rispondeva dicendo solo il risultato e riattaccava»), e il suo mitico “centino”, di cui il vicedirettore del Messaggero Veneto, Giuseppe Ragogna, racconta la nascita: «Ero stanco di allineare sul banco degli umili bicchieri di vino tutti i santi giorni - raccontava Redivo -. Non avevo passato una vita a correggere caffè? E così feci altrettanto con il vino: vino bianco con un po’ di amaro e una scorzetta di arancia».
Molti ricordano il pittore Marta, con i suoi quadri, Maria dei cani di piazza della Motta e Gigi Karatè («Sei di Pordenone se ti sei fatto almeno un round con Gigi Karatè») e Vesca l’ostetrica con la bicicletta (anche se pare che poi sia passata al motorino). Molti i ricordi dedicati a Maria la Slossa e al suo bar mentre ex studenti dell’istituto per i geometri, dedicano un pensiero all’indimenticata preside Teresina, Degan con Timberland e il Loden verde. E poi il negozio di cancelleria di Demetrio, i bottoni da Macconi...
I luoghi dei ricordi sono molti: parco Galvani, dove gli studenti trascorrevano l’ultimo giorni di scuola «con l’acqua puzzolente di uovo marcio della fontana centrale», o dove ci si recava per vedere se il pavone faceva la ruota, chi andava alla colonia Pordenone di Caorle, chi le scarpe le comprava “Da Ugo” e chi il sabato pomeriggio si sedeva sul muretto del negozio “La Bottega” di piazza XX Settembre «prima che mettessero i chiodi in ottone», per dissuadere dalla pratica.
«Sei di Pordenone - dice un altro post - se hai scoperto a vent’anni che piazza delle corriere in realtà si chiamava piazza Risorgimento».
Un tempo prima di andare a scuola si compravano i grembiuli alla Standa, alla domenica si andava a vedere i film al Capitol, Supercinema e Cristallo. Chi ricorda anche i panini dei gestori del Bar Marconi «che a ricreazione andavano a vendere la merenda alle scuole» all’interno del cortile del centro studi. Sei di Pordenone, poi, «se ti ricordi di radio e tele Barbara e di Paolo del Piper, il suo celebre “cisisidivertetuttelesere” e il suo ancora più celebre “Mexico”».
Un puzzle di ricordi per non dimenticare com’erano, e in certi casi come sono ancora, Pordenone e i pordenonesi.
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