Se la visita non è urgente l’attesa può essere di 2 anni

UDINE. Poco meno di due anni di attesa per sottoporsi a una visita chirurgica vertebro-midollare. 667 giorni per essere precisi. È il dato più elevato fra quelli rilevati dall’Azienda ospedaliero universitaria Santa Maria delle Misericordia sui tempi di attesa per le prestazioni ospedaliere al 30 giugno scorso. Purtroppo però non è l’unico picco negativo, visto che per una seduta di agopuntura alla Terapia antalgica e anestesia day surgery ci vogliono 651 giorni. E tocca armarsi di pazienza anche per sottoporsi a una visita internistica endocrinologica alla clinica medica se si va in priorità programmata: non meno di 532 giorni comunque.
Scorrendo l’elenco si scopre che non sono poche le prestazioni che hanno subito un allungamento dei tempi di attesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tanto per fare quattro conti, per esempio, basta dire che per ben 16 prestazioni, fra visite e accertamenti diagnostici, superano l’anno di attesa e che 142 su 620 prestazioni complessive hanno tempi superiori ai cento giorni.
Entrando nel dettaglio e comparando i dati a distanza di un anno spiccano i tempi di attesa per le visite cardiologiche: 118 giorni per chi va in programmata, ma erano 113 lo scorso anno. Va peggio per chi si deve sottoporre a un Ecg con l’Holder visto che oggi l’attesa è di 100 giorni e fino a lo scorso anno ne bastavano la metà, per gli Holder elettivi ce ne vogliono 130 a fronte dei 98 del 2013. Numeri alti anche per l’Ecocardiografia dopplergrafia cardiaca a riposo per scompenso, che richiede 178 giorni (nel 2013 ne bastavano 21), ce ne vogliono 157 per una visita cardiologica delle aritmie (88 lo scorso anno) e ben 378 per una visita cardiologica per ischemia, ovvero più del doppio di quanto ci voleva nel giugno precedente. Per una visita cardiologica per patologia valvolare inoltre sono previsti 377 giorni (84 nel 2013). Altri 336 giorni occorrono per una visita cardiologica in programmata (331 nel 2013).
Anche per le visite pneumologiche ci vuole pazienza (223 giorni a fronte dei 129 richiesti in precedenza), ma è in terapia antalgica che spiccano i tempi più consistenti: 651 giorni per l’agopuntura, (141 nel 2013) 448 per quella prioritaria, 414 per le infiltrazioni paravertebrali e punti trigger (erano 87 in precedenza), 392 per le infiltrazioni e punti trigger in prioritaria (in passato ne bastavano 3). In medicina trasfusionale si arriva a 437 giorni per una visita con un aumento dell’attesa di 76 giorni e si supera i 200 giorni per un ecocolor doppler agli arti venosi in programmata (224 giorni a fronte di 78) e per l’eco color doppler ai tronchi sovraortici (247 a fronte di 52).
Valori di poco inferiori alla chirurgia vascolare di Cividale dove il doppler Tsa richiede 218 giorni e l’eco color doppler venoso agli arti inferiori 223, quello arterioso invece 218 (erano 184 e 168 lo scorso anno).
Anche alla Clinica chirurgica bisogna armarsi di santa pazienza visto che per un intervento ambulatoriale bisogna rassegnarsi a far passare 305 giorni (21 nel 2013). Numeri di poco inferiori alla Clinica urologica dove spiccano i tempi di attesa per l’ecografia transrettale (126 giorni) e per la visita urologica in programmata (163). Dati che, purtroppo, rappresentano un allungamento delle liste. Non va meglio in Gastroenterologia: per una colonscopia non prioritaria servono 265 giorni, mentre per la esofagastroduodenoscopia 258. Ma se poi ci si accorge di aver bisogno di un intervento chirurgico ambulatoriale l’attesa può salire fino a 490 giorni (erano 388 già lo scorso anno).
Quanto alla Clinica oculistica, vi sono prestazioni, come l’esame del fondo oculare, che arrivano a 456 giorni di attesa, o 400 per l’eletrorettinografica. E non si scherza nemmeno con le infiltrazioni peridurali in ozonoterapia, dove si sale a 447 giorni. Tralasciando i tempi lunghi per le risonanza magnetiche a rachide, tronco ed encefalo, come del resto per addome, collo e ginocchio dove si veleggia sui 136 giorni (ma si potevano fare in due giorni lo scorso anno), vanno segnalati i dati relativi alle mammografie.
E in questo caso va evidenziato come, pure trattandosi di attese consistenti, vi sia una sensibile diminuzione dei tempi rispetto allo scorso anno: 370 giorni per la mammografia bilaterale e monolaterale in secondo accesso (erano 408) e 366 per i primi accessi (erano 402).
Altro punto dolente riguarda la vista endocrinologica per osteoporosi, che può richiedere 367 giorni.
Sono schizzati però anche i dati relativi ai tempi per il rilascio del certificato patente: a giungo 2013 bastavano 137 giorni, non pochi, ma sempre meno dei 233 richiesti adesso.
Infine i dati della Chirurgia vertebro-midollare e unità spinale, per nulla rassicuranti. A partire dalla visita chirurgica vertebro-midollare programmata, che tocca quota 667 giorni.
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