Scuole bilingui a Taipana e Lusevera e i genitori insorgono

Via libera della Regione per la trasformazione dei corsi. La dirigente convoca una riunione, levata di scudi contro
Taipana 5 Febbraio 2014 galaverna Telefoto Copyriight Petrussi Foto Press -TURCO
Taipana 5 Febbraio 2014 galaverna Telefoto Copyriight Petrussi Foto Press -TURCO

TARCENTO. Il futuro delle scuole di Lusevera e Taipana potrà essere bilingue: l’istituzione di percorsi italiano- sloveni è stata infatti accolta dalla Regione che, con una delibera del 27 dicembre scorso, ha dato il via libera al bilinguismo già a iniziare dal prossimo anno scolastico.

Una decisione che deriva dalle richieste presentate gli scorsi anni dai due Comuni per salvare le piccole scuole locali, sempre a rischio chiusura per mancanza dei numeri, ma che ora che è stata ufficializzata sta scatenando una reazione forse non prevista.

Di questo si parlerà martedì, con il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Beltrame; in tale riunione sarà presa in esame la proposta di trasformazione dei suddetti plessi in sezioni staccate dell’Istituto Comprensivo bilingue di San Pietro al Natisone, scuola ampiamente consolidata.

La questione potrebbe poi ampliarsi e coinvolgere anche la secondaria di primo grado di Nimis dove si sta pensando a un eventuale percorso monolingue e bilingue per dare continuità a quanti lo desiderano. All’interno delle materne e delle primarie di Lusevera e Taipana, il percorso sarà dunque composto da programmi didattici in sloveno e in italiano.

Per valutare l’annessione delle future scuole bilingui all’istituto di San Pietro al Natisone o a quello di Tarcento (al cui istituto comprensivo afferiscono attualmente le scuole), la dirigente del comprensivo Annamaria Pertoldi ha convocato giovedì una riunione con i genitori dei bambini frequentanti le scuole ai quali si chiedeva a quale polo desiderassero aderire.

Davanti a tale richiesta, i genitori presenti hanno però manifestato fin da subito la loro contrarietà al passaggio al bilinguismo, come elemento estraneo alla comunità: pochissimi parlano sloveno in casa - è stato detto - per cui, per la maggior parte dei presenti, la scelta di stare sotto Tarcento o San Pietro è risultata irrilevante.

La questione è che i genitori - così hanno ribadito diversi dei presenti - non desiderano il passaggio al bilinguismo, dichiarato in passato come elemento indispensabile per garantire il mantenimento delle scuole visto il basso numero di alunni.

L’affermazione non sembra però corrispondere a realtà: da quanto riferito dalla Pertoldi, gli istituti scolastici appartenenti alla comunità montana come quelli in oggetto e le scuole bilingui godono degli stessi privilegi per quanto riguarda i numeri dei bambini all’interno della scuola come previsto dalla legge.

Da registrare poi un documento, firmato dai sindaci di quattro dei cinque comuni facenti parte del Comprensivo (Magnano, Tarcento, Taipana e Nimis) che chiedono l’istituzione dei corsi «ad assetti istituzionali immutati» respingendo l’ipotesi di un accorpamento dei plessi di Taipana e Vedronza/Lusevera al Bilingue di San Pietro al Natisone, ipotesi che invece proprio Lusevera vorrebbe vedere realizzata.

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