Scuola senza dirigente, i genitori minacciano proteste clamorose

San Pietro al Natisone, due reggenti si alternano alle medie Novelli (Fi): inserirla nella rete del Convitto Paolo Diacono

SAN PIETRO AL NATISONE. Toni pesanti, da battaglia. La questione dell'autonomia (ormai un ricordo) delle medie Dante Alighieri di San Pietro sta producendo scintille: all'azione istituzionale del consigliere regionale di FI Roberto Novelli - che tramite interrogazione ha sollecitato l'assessore competente a rivisitare lo status quo e ad assegnare nuovamente un dirigente di ruolo alla scuola, attualmente affidata a due reggenti - si accosta la presa di posizione, ben meno diplomatica, del presidente del consiglio dell’Istituto comprensivo statale del capoluogo valligiano, Danilo Poci.

La sua è autentica dichiarazione di guerra al direttore generale all’istruzione del Friuli Venezia Giulia, Daniela Beltrame: «Come può pensare - esordisce - che la restituzione dell'autonomia comporti uno spreco di risorse pubbliche? Ho incaricato un noto avvocato della nostra regione di valutare la possibilità di chiedere la sospensione immediata del funzionario, che non riteniamo idoneo, dal suo ruolo. La nostra scuola merita di meglio e i genitori degli allievi, non a caso, vogliono scendere in piazza».

Colpa della politica, rincara quindi, se si è arrivati all'extrema ratio: «Solo così chi di dovere interverrà per risolvere il problema: o sarà restituita l’autonomia al Comprensivo di San Pietro o mi vedrò costretto a un'azione clamorosa nel palazzo del consiglio regionale. Difenderò i diritti della scuola a modo mio, senza far perdere giornate di lavoro ai genitori. Ogni azione di protesta sarà lecita, purché rientrante nei limiti della moralità».

Novelli, intanto, sta percorrendo la via del confronto: «All'assessore Panariti ho chiesto chiarimenti su una situazione che crea disparità fra le realtà scolastiche sanpietrine. E' giusto che la Bilingue - cui, beninteso, nessuno vuole togliere nulla - abbia la possibilità di essere gestita da due dirigenti di ruolo e che le medie italiane siano invece affidate a figure che non possono dedicare più di qualche ora alla settimana al mandato? Il quadro in essere penalizza i servizi e le potenzialità della struttura».

L'inghippo sta in una delibera regionale che fissa il tetto di 400 alunni, per gli istituti attivi in aree di montagna, per la "titolarità" di un dirigente proprio.

«Un assurdo - accusa Novelli -, a maggior ragione per San Pietro, dove la scuola italo-slovena può, in virtù delle leggi di tutela delle minoranze (e pur a fronte di un numero di studenti ben inferiore ai parametri), godere di piena autonomia. Sollecito la Regione, dunque, a riequilibrare il panorama».

E nel caso il processo di modifica risultasse inattuabile, «sarebbe auspicabile - conclude Novelli – favorire l'inserimento dell'istituto nella rete del Convitto Paolo Diacono di Cividale».

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