Sanaa: dopo l’omicidio contesa sulla salma
«Lasciatela riposare qui». A sorpresa è la Lega Nord a lanciare un appello alla famiglia perché Sanaa Dafani possa riposare in Italia. Plaude alla richiesta l’assessore alle Politiche sociali di Pordenone, Giovanni Zanolin, e si fa portavoce ai familiari l’imam Mohammed Ouatiq. Ma loro insistono: a Rabat, in Marocco, sono in tanti ad aspettare Sanaa.

di
Enri Lisetto
PORDENONE.
«Lasciatela riposare qui». A sorpresa è la Lega nord che lancia un appello alla famiglia perché Sanaa Dafani possa riposare in Italia. Plaude alla richiesta l’assessore alle Politiche sociali di Pordenone, Giovanni Zanolin, si fa portavoce ai familiari l’imam Mohammed Ouatiq. Ma loro insistono: a Rabat, in Marocco, sono in tanti ad aspettare Sanaa. Non verrà soddisfatto, quindi, il desiderio di Massimo De Biasio, il fidanzato italiano di Sanaa, che già nei giorni scorsi aveva chiesto, attraverso i legali, alla famiglia di consentire la sepoltura della giovane in Italia. Lo stesso De Biasio, comunque, si recherà in Marocco, una volta ristabilitosi, per rendere omaggio alla sua ragazza.
La giornata inizia con la richiesta della Lega nord del Friuli Venezia Giulia che lancia un appello all’imam affinché intervenga presso la famiglia di Sanaa Dafani per consentire la sua sepoltura in Friuli: ««Non lasciamo che Sanaa muoia invano: è un simbolo di integrazione possibile, lasciatela riposare qui, dove aveva deciso di vivere e formare la sua famiglia», ha detto il capogruppo in consiglio regionale, Danilo Narduzzi. «La famiglia ha intenzione di riportare Sanaa in Marocco – ha aggiunto – ma noi chiediamo l’intervento dell’imam affinchè venga ascoltata la voce del fidanzato di Sanaa, Massimo De Biasio: Sanaa voleva sposarsi, formare una famiglia e vivere in Friuli Venezia Giulia. Non disperdiamo il messaggio di Sanaa, il suo sacrificio deve insegnare qualcosa: lasciate che riposi qui, dove voleva costruire il suo futuro».
Appello a cui si unisce Zanolin: «Apprezzo molto la richiesta della Lega Nord. Non penso affatto che sia una provocazione. E’ invece un segnale positivo, di dialogo». Anche lui aveva chiesto a Ouatiq «di insistere sulla mamma perché Sanaa fosse seppellita a Pordenone. Purtroppo fino ad ora in famiglia prevale l’idea di portare Sanaa in Marocco. Speriamo che nelle prossime ore qualcosa cambi». Il Comune di Pordenone è disposto «a trovare una soluzione per una sepoltura secondo quanto previsto dal Corano», ovvero col volto della defunta reclinato verso la Mecca. Zanolin auspica che «Narduzzi e Ouatiq si incontrino, si parlino, inizino un rapporto positivo di collaborazione. Non c’è alternativa, dobbiamo lavorare assieme, al di là dei ruoli, come persone serie, che possono avere idee diverse ma si rispettano».
L’imam fa un altro tentativo con la famiglia di Sanaa, i cui parenti ieri erano a Pordenone, ma niente. La madre, Fatna, l’unica che può decidere in merito, preferisce la sepoltura in Marocco e prosegue l’iter burocratico per l’espatrio della salma, che avverrà tra oggi e domani. «Abbiamo lungamente pregato la famiglia di Sanaa di procedere alla sepoltura in un cimitero musulmano della zona, ma la famiglia è stata irremovibile», spiega l’imam. «Avevamo auspicato che la giovane fosse sepolta qui anche come segno di continuità affinchè non si dimenticasse la tragedia che ha visto come vittima innocente questa ragazza».
Ma «i familiari di Sanaa sono stati irremovibili, anche perché questo dramma ha avuto vasto eco in Marocco e tutti i congiunti la stanno aspettando per accompagnarla verso la dimora eterna». La vicenda di Sanaa «poteva anche fare da apripista, perché da anni cerchiamo di convincere i nostri fedeli a seppellire qui i loro cari. Purtroppo mancano ancora le strutture adeguate e quelle esistenti sono molto distanti». L’imam torna a condannare il delitto, «un gesto che non può trovare giustificazioni nemmeno nel mondo animale».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto
Leggi anche
Video








