San Floriano, il degrado avanza

Le civiche incalzano l’amministrazione: «Commissione subito»

POLCENIGO. «Emergenza San Floriano, si convochi subito la commissione per le attività produttive». Le civiche Polcenigo Che Vorrei, Primavera Polcenigo e Più lavoro e più parco hanno depositato in municipio la richiesta di convocazione urgente della commissione. «Dieci giorni di tempo» detta i tempi Marco De Carli consigliere di Primavera Polcenigo, regolamento alla mano: «Sarà convocata ai primi di marzo per vagliare le ipotesi sul tavolo riguardo San Floriano».

Da 55 giorni è scaduto il contratto dei lavoratori a Polcenigo. «L’assessore Pegoraro ha dichiarato in consiglio comunale che marzo sarà decisivo, per scegliere il futuro del parco – De Carli ne è sicuro dopo il controllo della registrazione agli atti – La sua filosofia dichiarata: andare a trattativa con la condizione di prendersi in carico anche i dipendenti, limita le potenzialità del tavolo di confronto. Il commento viene da sé: con buona pace dei sindacati, che si sono adoperati per salvare i posti di lavoro».

Tavolo aperto anche per la Fondazione Bazzi. «Abbiamo deciso di convocare la commissione perché vogliamo che l’amministrazione pubblichi le proposte che sta valutando a porte chiuse in giunta – pigia l’acceleratore della trasparenza il consigliere polcenighese d’opposizione – Si tratta del futuro di San Floriano: riteniamo che tutti cittadini debbano essere informati».

La resa dei conti è vicina. «Invito cittadini e ambientalisti a fare un giro al parco – affermano De Carli e Martina Janes – Bastano le fotografie scattate nella parte bassa, quella delle marcite, appartenenti alla Provincia. Lo stato d’abbandono è evidente, non c’è solo il ponte sul Gorgazzo lasciato a sè stesso da anni». «Provoca amarezza vedere un luogo molto bello, in un tripudio di specie floreali, in questo stato – Incalza De Carli – Se gli enti locali non riescono a sistemare il ponte, ci arrabbiamo. Possiamo capire che sono anni economicamente difficili, ma queste situazioni di degrado sono tante e quello che manca, non sono i soldi. Latita l'interesse: la struttura è stata vittima di una spartizione politica, quindi abbandonata e condannata a deperire».

Chiara Benotti

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