San Daniele vuole diventare sito Unesco

Approvata in giunta la delibera per l’inserimento nella lista propositiva italiana, molti i beni vantati dalla città collinare
ANTEPRIMA San Daniele 17-03-2008 chiesa san antonio
ANTEPRIMA San Daniele 17-03-2008 chiesa san antonio

SAN DANIELE. Sarebbe bastata la presenza dell’antica Biblioteca Guarneriana con i suoi preziosi codici miniati a giustificare una candidatura Unesco. Ma San Daniele del Friuli vanta di più. Nel raggio di appena poche decine di metri, di tesori ce n’è in gran numero.

Alla prestigiosa istituzione fondata da Guarnerio d’Artegna, si sommano infatti la chiesa di Sant’Antonio Abate, ribattezzata la Sistina del Friuli per il suo mirabile ciclo di affreschi, la casa del Trecento, testimonianza architettonica di epoca medievale ottimamente inserita nel più recente tessuto urbano, e ancora il Portonat, arco monumentale disegnato dal Palladio che accoglie a nord i visitatori.

Queste e altre perle fanno del piccolo centro collinare un gioiello come pochi ce ne sono in Italia ed hanno spinto l’amministrazione comunale a formalizzare la richiesta d’inserimento del centro nella lista propositiva italiana del patrimonio culturale Unesco.

L’idea è figlia del vicesindaco Consuelo Zanini che l’ha sposata fino a portarla in giunta: approvata la delibera nei giorni scorsi, l’iter (con tutta probabilità non breve) è dunque avviato. Ora non resta che incrociare le dita, sperando che il Ministero per i beni culturali rediga in “fretta” l’istruttoria, portando all’inserimento del “colle” nella “Tentative list nazionale”.

È da lì infatti che vengono scelti i siti da proporre annualmente all’Unesco, in ragione di due all’anno, ed è dunque anzitutto lì – dove i siti italiani sono già 40, tra cui Palmanova - che il Comune friulano punta a farsi ammettere.

La lampadina all’assessore si è accesa davanti alla tv. «Sentendo parlare del centro di Matera, sito protetto dall’Unesco, capitale della cultura 2019, nota per i famosi sassi – racconta Zanini - ho pensato al nostro, alle tante e meravigliose chiese (vedi San’Antonio, liberata di recente dai ponteggi, ndr) che si possono visitare nell’arco di pochi passi, oltre alla Guarneriana, alla casa del Trecento, al Portonat. San Daniele – afferma il vicesindaco – ha tutte le carte in regola per essere uno dei siti protetti dall’Unesco. Un riconoscimento importante, che ci aiuterebbe anzitutto dal punto di vista dell’immagine a lanciare una volta in più la nostra città sotto il profilo turistico».

Fronte che vede San Daniele già ben piazzata. Merito di monumenti e offerta culturale, ma anche del celeberrimo prosciutto che calamita in città diverse migliaia di turisti. «Vantare l’“insegna” Unesco sarebbe evidentemente un modo per fare un balzo in avanti» dice ancora Zanini ricordando che oggi i turisti più affezionati alla città arrivano da Veneto e Lombardia guardando all’Italia, da Slovenia e Austria se si guarda all’estero.

Insomma, c’è tutto un mondo da conquistare. «Nel 2014 abbiamo ospitato turisti da Hong Kong, che hanno visitato ed apprezzato la Guarneriana oltre che assaggiato il nostro prosciutto – conclude Zanini -. Se arrivasse il riconoscimento Unesco un episodio come questo potrebbe diventare negli anni una piacevole consuetudine, a tutto vantaggio della città e dei suoi esercizi, ma più in generale dell’intero Friuli».

Friuli, va ricordato, che già si fregia di tre siti riconosciuti dall’Unesco, quello di Aquileia (1998) e quello della Cividale longobarda (2011), per non parlare delle Dolomiti, entrate nel 2009 nel Patrimonio dell’umanità.

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