San Daniele del Friuli conferisce la cittadinanza onoraria alla Brigata alpina Julia
Cerimonia solenne in consiglio comunale nel segno del cinquantennale del terremoto del 1976. Il sindaco Valent: «Un vincolo civico permanente per l'aiuto fondamentale ricevuto»

Onore alla Brigata alpina Julia, nel segno della memoria del terremoto del ’76 – frangente in cui l’aiuto delle penne nere, a San Daniele come in tutto il Friuli devastato dal sisma, si rivelò fondamentale – e della solidità di un legame che lo scorrere del tempo non ha minimamente scalfito, anzi. Fortissimi, allora come oggi, sono l’affetto, il senso di gratitudine e la stima che la comunità locale nutre per il mondo dell’alpinità. Proprio per questo, nella simbolica ricorrenza del cinquantennale del disastro che piegò la terra friulana l’amministrazione del sindaco Pietro Valent ha voluto conferire alla Brigata la cittadinanza onoraria, attribuita domenica pomeriggio, 27 settembre, nel corso di una solenne e partecipata cerimonia svoltasi nella sede del consiglio comunale, il salone dell’antica Biblioteca Guarneriana.
«Ci è parso che l’anniversario del terremoto rappresentasse un momento simbolico particolarmente calzante per attribuire il riconoscimento, per l’esemplare opera prestata dagli alpini in soccorso delle popolazioni colpite dal dramma e per la costante testimonianza dei più alti valori di fedeltà alle istituzioni, senso del dovere, solidarietà e servizio alla comunità», ha dichiarato il primo cittadino dando lettura delle motivazioni del conferimento, che «intende altresì rendere omaggio alle generazioni che hanno servito nella Julia e agli uomini e alle donne che oggi ne custodiscono e rinnovano le tradizioni, trasformando in un vincolo civico permanente il rapporto che unisce San Daniele del Friuli alla Brigata e alle truppe alpine». Va ricordato, al riguardo, che dal 1962 al 1975 Villa Serravallo – oggi sede del municipio – fu quartier generale delle truppe alpine Carnia e Cadore e che la città accolse il Comando truppe Carnia, in cui operarono importanti unità, tra le quali la stessa Brigata Julia: per parecchi anni, dunque, le penne nere hanno rappresentato una componente rilevante della storia istituzionale e sociale di San Daniele.
Introdotta dalla proiezione di un video realizzato dal Comune per commemorare la tragedia del maggio e del settembre 1976, rievocando i danni provocati dall’Orcolat a San Daniele – con testimonianze sui primi soccorsi – e ripercorrendo poi la pagina della ricostruzione, la circostanza ha richiamato un folto parterre istituzionale: al comandante della Julia, generale Francesco Suma – che ha espresso i ringraziamenti della Brigata per l’onorificenza ricevuta –, si sono affiancati il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici, già comandante della Julia e comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale di Corpo d’Armata Maurizio Detalmo Mezzavilla, già vicecomandante generale dell’Arma, rappresentanze dei Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza, dell’Aeronautica militare italiana – con il 2° Stormo di Rivolto –, della Polizia di Stato, dell’Associazione nazionale alpini; insieme a loro, i sindaci delle città gemellate di Millstatt, Hersbruck e Altkirch (in quest’ultimo caso con un videomessaggio). Conclusosi il cerimoniale in sala consiliare, nel vicino Duomo di San Michele Arcangelo è stata celebrata una messa, al termine della quale la Fanfara della Brigata alpina Julia si è esibita in concerto sulla scalinata della chiesa, sotto la direzione del maestro sergente maggiore capo Flavio Mercorillo. La giornata si è chiusa con una pastasciutta alpina, servita sotto la loggia della Guarneriana.
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