Sacile, trovato nel Livenza il cadavere del militare Usa scomparso. Ma è un "giallo"

Una donna lo ha visto affiorare e ha lanciato l'allarme: si tratta del soldato americano Halex Hale. Il corpo è stato riconosciuto dal padre del militare, Lance, e da un collega della base. Aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma cause tutte da chiarire. Attesa per i risultati dell'autopsia

SACILE. Il cadavere del sergente Halex Hale, il 24enne di Middletown scomparso dieci giorni orsono, è affiorato dalle acque del Livenza, nei pressi di piazza Manin a Sacile. Ad avvistarlo, mentre galleggiava nel fiume, una residente, che ha subito lanciato l’allarme. Erano le 9.30 di oggi, martedì 12 luglio.

Con un bastone, il corpo del giovane militare statunitense è stato ancorato a riva dai carabinieri e quindi issato sulla sponda erbosa dai pompieri. Sul posto la squadra speleo-alpina-fluviale dei vigili del fuoco di Pordenone e i carabinieri della Compagnia di Sacile, con il luogotenente Alessandro Battistella e del Nucleo investigativo del capoluogo, ai comandi del capitano Pierluigi Grosseto.

Il sensitivo: è stata una disgrazia e non è stato un suicidio

Il padre Lance Hale, giunto in Italia con lo zio del giovane e un collega di lavoro della base americana di Aviano lo hanno identificato: indossava gli stessi bermuda da mare blu a pois colorati con i quali era uscito di casa la sera del 2 luglio, prima di svanire nel nulla. Era però scalzo e a torso nudo: sparita la sua t-shirt nera senza scritte.

Seppur stravolto dal dolore, il padre del ragazzo ha continuato a ripetere: «Grazie», rivolgendosi ai soccorritori che, senza sosta, nei giorni precedenti avevano scandagliato canali e territorio circostante. Alle operazioni di riconoscimento hanno partecipato anche gli investigatori della Usa Air force. Fra Procura e autorità militari americane c’è un’intesa perfetta.

Sarà l’autopsia, disposta per mercoledì 13 luglio dal pm Federico Facchin a stabilire con certezza le cause del decesso del giovane militare: se si sia trattato di annegamento oppure se sia stato gettato in acqua già morto. Alla prima sommaria ispezione, effettuata ieri mattina dal medico legale Giovanni Del Ben, non risultano, infatti, lesioni o fratture sul corpo del giovane, che era completamente ricoperto di fango e alghe.

Il luogo del ritrovamento e lo stato del cadavere sono compatibili – salvo colpi di scena – con una caduta in acqua nella serata del 2 luglio dal terrapieno a due metri di distanza dall’abitazione in via della Rosta, dove Hale stava brindando con gli amici.

Al momento il sostituto procuratore Facchin ha effettuato un’iscrizione tecnica a carico di ignoti: è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma si tratta di una pura formalità per poter procedere con gli accertamenti. È probabile che sia i familiari di Halex Hale che la base militare di Aviano partecipino all’esame autoptico con un proprio consulente medico-legale.

Non si avevano più notizie del sergente americano dal 2 luglio, quando si era allontanato, dopo cena, per raggiungere un’altra abitazione, a un quarto d’ora di distanza. Aveva lasciato chiavi dell’auto, cellulare e portafogli. Hale, però, non era mai arrivato a destinazione.

«Siamo profondamente addolorati da questa tragica morte – ha dichiarato il generale Lance Landrum, comandante del 31° Fighter Wing –. Ci uniamo alle preghiere della famiglia, degli amici e dei colleghi del sergente Hale».

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