Russo: "Voglio la città metropolitana, significa maggiori risorse da distribuire su tutto il Fvg"

Serracchiani contro Speranza, poi Sonego contro Serracchiani. E prima ancora Russo contro Cosolini. Cosa succede nel Pd?
«Sono situazioni molto diverse. Per quel che mi riguarda posso dire che Trieste non c'è uno scontro personale ma che abbiamo semplicemente deciso di restituire il diritto di scelta ai cittadini attraverso le primarie per rilanciare un centrosinistra che con la candidatura di Cosolini rischiava di consegnare la città all'immobilismo della peggiore destra».
Favorevole o contrario al congresso anticipato?
«Non vedo grandi motivi per anticipare le scadenze naturali. Il voto è previsto nel 2018. Ma se saranno necessarie accelerazioni credo potremo valutarlo tutti insieme».
Un suo parere sull’appoggio dei verdiniani alla maggioranza.
«Non mi piace. Ma dobbiamo sempre ricordare che il centrosinistra al Senato ha perso le elezioni e non ha la maggioranza. E comunque Verdini decisivo per approvare un tema decisamente di sinistra come le unioni civili è un bel paradosso della politica...».
Veniamo alle primarie. È stata una sua forzatura?
«Lo Statuto del Pd prevede all'articolo 18 la possibilità di primarie anche in caso di sindaco uscente. Ho chiesto più volte nei mesi scorsi di discutere negli organismi di partito delle difficoltà evidenti della giunta Cosolini. Mi hanno detto di no e sondaggi molto negativi sono stati tenuti nascosti. Serviva uno shock positivo».
Non crede di aver messo in confusione l’elettorato
«Gli osservatori esterni hanno notato che si è riacceso un dibattito in città sul PD e sul centrosinistra accendendo una campagna finora fiacchissima. Grazie alla mia scelta si sono riavvicinati giovani ed elettori delusi, e adesso gli cittadini hanno la possibilità di scegliere. E di valutare chi sia il candidato più competitivo contro destra e M5S e chi sia più in grado di un cambiamento profondo che torni a far correre Trieste».
«A Pordenone il Pd ha di fatto sfiduciato il sindaco uscente, che si è dimesso; qui è stato messo in discussione. Della serie “facciamoci del male”?
«Conosco meno la situazione di Pordenone, a Trieste stava facendo il male del centrosinistra chi ha tenuto nascoste per mesi le difficoltà di Cosolini. Le primarie saranno in ogni modo un modo per dare benzina nuova e migliore alla coalizione».
Il Friuli è molto preoccupato per il ruolo di Trieste città metropolitana. Lei...?
«Io sono convinto che ciò che fa bene a Trieste serve anche al Friuli e viceversa. La città metropolitana è un valore aggiunto e porterà risorse aggiuntive di cui godrà tutto il sistema regionale».
Molti amministratori friulani temono che le Uti non possano avere la forza per competere con Trieste. Come li rassicura?
«Il Friuli non deve competere con Trieste. Insieme dobbiamo competere per rilanciare il ruolo della Regione a livello internazionale. Chi si attarda su battaglie campanilistiche di retroguardia è fuori dal tempo e danneggia tutti».
L’opposizione, ma anche frange del Pd, temono per il futuro della Specialità
«Va tenuta alta la guardia. Ma per fortuna non ci sono le condizioni per un'altra riforma costituzionale in questa legislatura».
Ma è un dato che il progetto di macroregione è targato-Pd
«Credo che qui in Fvg ne abbia parlato solo Ettore Rosato. Ma mi sembra un dibattito intempestivo e per ora davvero senza alcun fondamento».
La Serracchiani è presidente della Regione e vice segretario nazionale del Pd: è un vulnus?
«Fino a quando è riuscita ad usare il suo ruolo romano per portare vantaggi alla Regione è stato un valore aggiunto. Non è facile, però, riuscire a fare contemporaneamente due lavori “a tempo pieno"...».
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