Ruba in chiesa, si pente e restituisce tutto

SAN GIORGIO DI NOGARO. Ruba oggetti sacri nella chiesa di Villanova, si pente e li restituisce chiedendo perdono al parroco e a Dio. «Siamo contenti per lui del gesto finale – dice il parroco, monsignor Igino Schiff – perché al di là del danno economico il suo gesto è stato un atto un affronto ai credenti e al paese. Io lo perdono e prego affinché Dio lo perdoni!».
Ad accorgersi del furto, che sarebbe avvenuto dopo martedì sera, è stato mercoledì sera il sacrestano che ha visto rotto un vetro della finestra della sacrestia, peraltro chiusa da una grata (ma con ferri abbastanza larghi da consentire il passaggio di una persona magra). Erano stati trafugati alcuni oggetti sacri (un calice, una pisside e altro). Anche la porta secondaria della chiesa era stata aperta con la chiave che si trovava in sacrestia. Infine mancavano alcuni oggetti sacri (ostensorio e altro), dono dei fedeli alla parrocchia di San Floriano di Villanova.
Il sacrestano, che nel contempo aveva avvisato il parroco monsignor Schiff, avrebbe però notato che le offerte non erano state toccate.
Giovedì si è provveduto a informare i carabinieri della stazione di San Giorgio dell’avvenuto furto, che hanno effettuato il sopralluogo del caso. Valore del furto, qualche migliaio di euro.
Ma nel pomeriggio dello stesso giorno l’inattesa sorpresa: un pacco è stato rinvenuto da alcuni fedeli, nei pressi della chiesa che una volta aperto, si è scoperto contenesse tutti gli oggetti rubati e un biglietto nel quale l’autore del furto chiedeva perdono al parroco e a Dio.
Come spiega monsignor Schiff, sempre attento pastore del suo gregge, «il parroco comprende e perdona, ma questa persona, se è pentita, sappia che non deve più compiere atti simili. Lui ha chiesto perdono al parroco e a Dio: io lo perdono. Siamo contenti che l’autore di questo gesto si sia reso conto di quello che aveva fatto, ora però questo non deve ripetersi più».
Domenica monsignor Schiff, comunicherà ai fedeli durante l’omelia quanto successo e anche del “miracolo” dell’insperata restituzione degli oggetti trafugati, che potrebbe rappresentare veramente una iniezione di fiducia nel prossimo per i parrocchiani.
Se il parroco resta sempre, come dicevamo, pastore del gregge, così non è per la gente della frazione di Villanova, profondamente devota alla chiesa di San Floriano, che qualche sospetto lo ha sull’autore del furto: pare infatti, il condizionale è d’obbligo, che sarebbe stata notata una persona magra aggirarsi nei dintorni, che qualcuno sostiene sia «una persona che vive di espedienti». Nulla però è stato accertato in merito.
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