Rototom, in archivio anche l’ultima accusa

UDINE. Archiviato. Ci sono voluti due anni di indagini, ma alla fine a ritenere infondata l’accusa di evasione fiscale contestata a Filippo Giunta, 54 anni, organizzatore del “Rototom Sunsplash”, è stata la stessa Procura della Repubblica di Pordenone, che ha chiesto e ottenuto dal tribunale la chiusura del procedimento.
Del provvedimento, depositato già alcuni mesi fa, il diretto interessato e il suo difensore, l’avvocato Piermario Cudini, di Spilimbergo, hanno avuto notizia soltanto qualche giorno fa.
E per l’imprenditore goriziano che, nel 2010, a seguito di una precedente bufera giudiziaria - era stato accusato di avere agevolato l’uso di sostanze stupefacenti all’interno del Parco del Rivellino di Osoppo -, si vide costretto a trasferire sede e regia del festival in terra spagnola, si è trattato della classica ciliegina sulla torta.
Dopo la sentenza di assoluzione pronunciata su quella prima inchiesta dal gup di Udine nel maggio scorso, ora a “coronare” la correttezza del suo operato si aggiunge il decreto con cui il gip pordenonese ha mandato in archivio anche il secondo fascicolo aperto a suo carico.
Il caso era scoppiato nel 2013, quando la Guardia di Finanza di Tolmezzo e quella di Udine, su delega della Procura della Destra Tagliamento, avevano perquisito sia l’abitazione di Gorizia nella quale Giunta, pur vivendo ormai da alcuni anni in Spagna, ha mantenuto la residenza, sia l’ufficio del commercialista (mai finito iscritto sul registro degli indagati) dell’Associazione culturale Rototom.
Al centro delle indagini, coordinate dal pm Federico Facchin, l’ipotesi che il sodalizio, di cui Giunta era ed è il presidente, non fosse un’associazione culturale senza scopo di lucro, bensì una società di fatto che organizza eventi e concerti, incassando centinaia di migliaia di euro, senza poi versare le relative tasse.
Gli investigatori avevano passato al setaccio gli ultimi anni di attività del festival in Italia, puntando la lente sulle milioni di euro gestiti dalla società ogni anno, sia grazie agli introiti dei biglietti di ingresso a ciascuna delle giornate della manifestazione e alle altre fonti di guadagno all’interno del parco, sia attraverso i contributi pubblici erogati dalla Regione (che nel 2007 e nel 2008 aveva versato una somma di circa 100 mila euro) agli organizzatori.
In assenza di riscontri in grado di sostenere l’ipotesi accusatoria in giudizio, la Procura ha chiuso il cerchio, presentando istanza di archiviazione al gip e «confermando in tal modo a sua volta – questa la conclusione dell’avvocato Cudini – l’infondatezza dei capi di accusa».
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