Romoli: «Io voterò sì Fi contro Debora? Lo è a prescindere»

Anche Gorizia si esprimerà sulle Uti e il sindaco, Ettore Romoli, non ha nessun timore reverenziale nei confronti di Forza Italia nell’annunciare di fare il bastian contrario

UDINE. Sorride. Sdrammatizza. Fa un po’ l’eretico. Si toglie qualche sassolino. E soprattutto non teme diktat dal partito. Oggi anche Gorizia si esprimerà sulle Uti e il sindaco, Ettore Romoli, non ha nessun timore reverenziale nei confronti di Forza Italia nell’annunciare di fare il bastian contrario, schierandosi a favore del provvedimento.

Una posizione arcinota, al punto che del vertice azzurro che ieri era convocato a Udine per discutere proprio delle Uti, lui non ne sapeva nulla. «Boh - afferma - forse era una riunione provinciale o forse nel tam-tam si sono dimenticati di me».

Dunque, oggi Romoli dirà la sua. Affermerà cioè di essere «abbastanza d’accordo con la legge», perché ritiene «che potrebbe funzionare, salvaguardando da una parte l’autonomia dei singoli Comuni e nello stesso tempo rendendo più funzionale e meno onerosa l’erogazione di determinati servizi ai cittadini».

Oddio, il suo approccio politicamente laico non gli fa spellare le mani per applaudire l’operato di Panontin giacché «è anche vero - argomenta - che la norma presenta numerose lacune dovute probabilmente alla fretta con cui è stata approvata».

Fin qui nulla di speciale, perché alcune trasversalità rispetto al gradimento della legge sono presenti anche nel centro sinistra. Ma nel caso di Romoli il dissenso rispetto alla linea del partito va un po’ oltre. Così, alla domanda sul che cosa pensa dei suoi colleghi azzurri contrari alle Uti, ribatte così: «Loro su qualsiasi provvedimento della Serracchiani sono contrari a prescindere. Per quanto mi riguarda - ma questo non lo scriva – ho l’impressione di aver approvato più provvedimenti della Serracchiani che di Tondo».

Intanto il centro destra continua la sua «battaglia di principio» contro quella che il sindaco di Tarvisio definisce una norma «coercitiva», visto che «i Comuni, previsti dalla Costituzione, vengono limitati nella loro autonomia dai diktat della Regione».

La cosa più incredibile - gli fa eco il sindaco di Talmassons, pure lui di Fi, Piero Mauro Zanin, è «l’arroganza di questa maggioranza che dice ai territori “decidiamo assieme”, ma poi invia il Commissario se qualche Ente decide in maniera difforme dalla volontà regionale. Ed è bizzarro che sia Panontin, l’assessore alle Autonomie locali, a mettersi contro agli unici eletti, lui che è stato nominato senza partecipare al voto».

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