Rivoluzione in farmacia: nascono i nuovi presidi

di Alessandra Ceschia
La “rivoluzione” nelle farmacie è partita mercoledì, ma ci vorranno mesi per trasformarle in “presidi di zona” dove effettuare analisi di prima istanza, trovare personale formato e dedicato all’applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche, prestazioni infermieristiche e fisioterapiche e attivare assistenza a domicilio per i pazienti più fragili. Una sfida, quella introdotta dai decreti ministeriali sulle “Prestazioni analitiche di prima istanza” e sull’”Erogazione da parte delle farmacie di specifiche prestazioni professionali” che, in provincia di Udine, coinvolge 676 professionisti, tanti sono i farmacisti iscritti all’Ordine provinciale, che giovedì ha convocato l’assemblea annuale durante la quale il presidente Michele Favero ha illustrato le novità. Ci si potrà rivolgere alla farmacia per un’iniezione intramuscolare, una medicazione, una serie di analisi (test glicemia, colesterolo, trigliceridi, emoglobina, ematocrito, urine, ovulazione, gravidanza, menopausa).
«Si potranno utilizzare in farmacia dispositivi per misurare la pressione arteriosa, la capacità polmonare con autospirometria e la saturazione percentuale dell’ossigeno, la pressione arteriosa – ha evidenziato Favero –. Arriveranno dispositivi per effettuare elettrocardiogrammi con modalità di telecardiologia in collegamento con centri accreditati. Le farmacie, che potrebbero attivare servizi Cup, si doteranno di defibrillatori semiautomatici e apriranno le porte a infermieri per esami di prima istanza, medicazioni, cicli iniettivi, e ai fisioterapisti, in riferimento ai bisogni riabilitativi, in farmacia o a domicilio. Le nuove analisi e i dispositivi strumentali potrebbero vedere la luce in tempi brevi, ma per l’erogazione delle prestazioni professionali a opera di infermieri e fisioterapisti serviranno adeguamenti strutturali e la stipula di accordi regionali per definire la remunerazione dei servizi e i requisiti minimi» ha spiegato Favero.
Infermieri e fisioterapisti eserciteranno inizialmente in libera professione e a seguito di accordi nazionali e regionali in regime di convenzione. Il presidente nazionale della Federazione, Andrea Mandelli, pure presente all’assemblea, ha commentato la decisione di sanare la differenza fra costo dei medicinali e rimborso. «Plaudo all’iniziativa della Regione – ha detto – che ha deciso di intervenire per evitare disagi ai cittadini, per molti dei quali pagare anche pochi euro a confezione può rappresentare un problema». Infine Favero ha toccato un altro tema: «Chiediamo con forza che possano partire anche in Provincia le convenzioni con le Aziende sanitarie per la distribuzione per conto dei farmaci che garantiscono la continuità delle cure fra ospedale e assistenza territoriale».
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