Rivolta su Fb: la rotonda ci costa 100 mila euro

Sacile, un ingegnere: dopo il no del Tar per viale Zancanaro il Comune dovrà anche pagare l’impresa
ANTEPRIMA Udine 06 Aprile 2004. Ore 09.30 RIAPERTURA PIAZZALE CELLA Riaperto al traffico in Piazzale Cella Telefoto Copyright Foto Agency Anteprima ©
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SACILE. «La mancata realizzazione della rotatoria di viale Zancanaro ha provocato un danno di oltre 100 mila euro». Topografi in azione per i rilievi sotto la magnolia del vialone e la Sacile che “conta” tira le somma sui social media. Costi da choc. «Il Comune di Sacile dovrà pagare all’impresa appaltatrice 100 mila euro: come indennizzo per la mancata realizzazione dei lavori – annuncia su Fv Gregorio Giust –, in quanto il lavoro era stato assegnato con regolare contratto e, giustamente, l’impresa di Tramonti chiede i danni”.

Si pensa ai lavori per rimettere in sesto i marciapiedi del viale, ma la rotonda negata all’incrocio con via Carducci non placa le polemiche: quelle sui costi. «Se si potessero dirottare i soldi della rotonda in viale Zancanaro al rifacimento di strade e marciapiedi – propone Daniela Giust che ha animato i banchetti della petizione No-rotonda – sarebbe il massimo».

E vai con molti se e ma, sul futuro del viale che è un mix di totem e tabù, a Sacile. «Il progetto prevedeva, oltre alla rotatoria, il rifacimento dei marciapiedi a lato della media Balliana-Nievo – sfodera il progetto da riciclare Gregorio Giust –. La ciclopista da San Liberale al centro di Sacile e il cambiamento della viabilità, trasformando viale Trieste in senso unico». Invece, niente. Liviana Covre la professoressa che ha appeso alla fronde della magnolia i versi di mille poeti, risponde picche. «Se qualcuno vi indica la luna, guardate la luna e non il dito puntato a indicarla: lo dice un proverbio orientale».

Il “vaffà” è gentile. «Ma va – posta in diretta il tecno-inventore Giust – io vi manderei il conto. Avete creato un danno a tutti i sacilesi e il bello è che non avete coscienza di questo. Tanto siete presi dalla vostra presunzione di essere depositari del sapere».

E parte l’attacco di Quinto Ioncoli. «La convinzione dei sapientini di non sapere li trasforma in saccentini. Probabilmente abbiamo avuto delle cattive maestrine». E Covre: «Peccato non siate venuti al mio liceo: ci saremmo divertiti». Fa da paciere Dino Sandrin. «Lasciate perdere la polemica – intima –. I giudici hanno già sentenziato, ricorrete in appello se vi sentite vittime di una sentenza ingiusta e nel frattempo, se proprio la volete, una rotonda fatevela in giardino».

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