Rissa in via Roma a Udine, cinque arresti: spunta anche un coltello

Violenta lite nel cuore di borgo Stazione davanti a numerosi passanti. Due dei cinque coinvolti sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale. Durante le perquisizioni sequestrati un coltello e oltre 2.600 euro ritenuti di provenienza illecita

Anna Rosso

Momenti di paura nel pomeriggio di giovedì in Borgo stazione: una violenta rissa è scoppiata in via Roma, sotto gli occhi di automobilisti e passanti. Cinque cittadini afghani sono stati arrestati, mentre una sesta persona, che avrebbe preso parte allo scontro, è ancora in fase di identificazione.

L’episodio è avvenuto poco prima delle 17 in una delle zone più sensibili della città sul fronte della sicurezza, costantemente pattugliata da forze dell’ordine ed esercito. Il rapido intervento dei carabinieri del Radiomobile di Udine e della Stazione di Campoformido ha permesso di bloccare i partecipanti prima che si allontanassero .In manette cinque cittadini afghani tra i 22 e i 36 anni: Due, Murad Khan, 22 anni e Rahimullah Rehan, 31, risultano domiciliati a Udine, mentre gli altri tre sono senza fissa dimora: si tratta di Zia Afghan, 31, Khan Kochai Khoshal, 34, e Zabiullah Jabakhil, 36.

La ricostruzione dei fatti è stata possibile anche grazie alle testimonianze dei presenti. Le cause della lite sono ancora al vaglio degli investigatori, anche se durante l’udienza alcuni imputati hanno fatto riferimento a presunte rivalità sentimentali.

Due dei coinvolti sono stati poi accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia con ferite da taglio e tumefazioni al volto. Dopo cure e punti di sutura sono stati entrambi dimessi con una prognosi di sette giorni.

Durante le perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un coltello con lama di 19 centimetri e somme in contanti pari a 920 e 1.700 euro, delle quali i possessori non hanno saputo giustificare la provenienza. Il denaro è stato quindi posto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Elisa Calligaris.

I cinque arrestati ieri sono comparsi davanti al giudice Mauro Qualizza per il rito direttissimo. Convalidati gli arresti, per i due residenti a Udine è stato disposto l’obbligo di dimora con prescrizioni di reperibilità, mentre ai tre senza fissa dimora è stato vietato il ritorno in Friuli Venezia Giulia fino alla prossima udienza, fissata per il 14 settembre. Tutti sono indagati per rissa, uno anche per porto del coltello e due per lesioni. Resta ferma, per tutti gli imputati, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

L’episodio ha acceso anche il confronto politico. Il senatore Marco Dreosto, segretario regionale della Lega, osserva: «L’ennesima rissa dimostra come certe aree siano fuori controllo. Non è un episodio isolato, ma un problema strutturale di sicurezza. Grazie al lavoro della Lega e all’impegno del sottosegretario Nicola Molteni, Udine potrà contare a breve su un rafforzamento delle forze dell’ordine. Ma non basta aumentare gli organici: rilancio con forza la proposta di militarizzazione alcune zone sensibili della città, borgo stazione in primis, con pattugliamenti congiunti tra esercito e forze di polizia. È l’unico modo per restituire sicurezza e dignità al quartiere».

Di segno opposto la deputata del Partito democratico Debora Serracchiani, secondo cui «la sicurezza è un buco nero per la destra». Per l’esponente dem, dopo anni di governo nazionale e regionale continuano a mancare «personale e risposte, mentre i cittadini chiedono fatti «e non proclami».

 

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