Riserva del Torre, cinghiali uccisi e abbandonati

PRADAMANO. Ritornano nella zona della riserva venatoria del Torre, ignobili atti di bracconaggio. Dopo due anni di relativa calma, negli ultimi giorni sono riapparsi i corpi di cinghiali legati e abbandonati in stato di decomposizione.
«Ancora lacci nel Torre e cinghiali ammazzati da “barbari invasori”» è la denuncia che arriva dal capogruppo di Libertà in comune, Leonardo Piccoli, stufo della situazione che «da troppo tempo si trascina in modo silente». E proprio secondo il consigliere Piccoli è arrivato il momento di «rendere pubblica questa vergogna e coinvolgere tutta la comunità».
Insomma, non solo l’intervento di chi è giuridicamente delegato come la Polizia provinciale e il Corpo forestale, ma la partecipazione di tutta la collettività per smascherare i bracconieri, che agiscono illegalmente: «Un appello a tutti i concittadini e in particolare ai cacciatori della riserva affinché denuncino immediatamente e senza indugio situazioni di barbarie a cui non siamo abituati e la nostra cultura respinge» aggiunge Piccoli.
La segnalazione di questi nuovi fatti, informa, è giunta da uno dei protagonisti dell’attività venatoria locale, Andrea Moreale che insieme con Piccoli denuncia «questi sciacalli senza etica e chiedere alle autorità competenti un maggior controllo sul territorio».
E ancora, continua Piccoli, «è assurdo che ai nostri cacciatori regolari vengano effettuati controlli al limite dello sfinimento burocratico, mentre queste persone “abusive” che devastano in modo assolutamente vandalico la nostra fauna e il nostro ambiente, restino impunite». Due anni fa, ricorda Piccoli, «si erano registrati gli ultimi atti di un bracconaggio che in modo silente si protraeva da anni. E ora questi atti si ripresentano con le stesse dinamiche. I cinghiali vengono catturati con dei lacci che vengono predisposti e poi in alcuni casi i corpi vengono lasciati sul posto probabilmente perché disturbati dall’inizio della stagione venatoria oppure per le avverse condizioni meteo che impediscono il recupero degli animali».
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