«I rincari mettono a rischio l’industria»: il confronto al Forum Energia di Udine
Imprese ed esperti all’evento organizzato dal Gruppo Nem nella sede di Confindustria Udine. Per Valduga l’investimento in rinnovabili può dare solo una riposta parziale, Baritussio annuncia l’avvio a dicembre della Cer di area vasta regionale

Il caro energia torna a mettere sotto pressione l’industria, aggravando un divario competitivo che gli investimenti in efficienza da un lato e nelle fonti rinnovabili dall’altro non bastano da soli a colmare. Alle imprese servono risposte immediate, ma anche una strategia di lungo periodo che riduca la dipendenza dal gas e acceleri la transizione.
È il filo conduttore emerso dal Forum dedicato a «Transizione. Le imprese e i costi del clima», organizzato dal gruppo Nem, che pubblica il Messaggero Veneto, e ospitato nella torre di Santa Maria in Confindustria Udine.
Dal peso delle bollette sui conti alla necessità di valorizzare nuove fonti energetiche, recuperare il calore disperso e mettere in rete le risorse delle aziende di uno stesso territorio, la sfida dell’economia, anche regionale, è coniugare sostenibilità e competitività, evitando che i costi della transizione finiscano per penalizzare proprio il sistema produttivo.
La Regione Fvg è in prima linea, come ha raccontato l’assessore all’Energia della giunta Fedriga, Fabio Scoccimarro, che in apertura del Forum ha richiamato la necessità di diversificare le fonti per garantire sicurezza energetica e costi sostenibili alle imprese: «Non disponiamo di tutte le risorse naturali necessarie per sviluppare ogni tecnologia: per questo dobbiamo mettere a sistema le fonti disponibili e valutare tutte le soluzioni in grado di rispondere al fabbisogno energetico delle imprese», ha spiegato Scoccimarro, aprendo anche al nucleare di nuova generazione e ricordando che la Regione sta già lavorando su diversi fronti: dall’ammodernamento delle centrali idroelettriche agli interventi per la difesa del suolo e gli invasi, fino allo sviluppo della Cer regionale.
Interventi che dispiegheranno i loro benefici nel tempo. Intanto, ha ammonito il vicesegretario generale di Unioncamere, Sandro Pettinato, c’è la necessità di risposte immediate per aiutare le imprese ad affrontare il caro bollette.
A dare la misura del problema, dal punto di vista di chi produce e paga il peso della fiammata delle bollette, è stata Chiara Valduga, presidente e amministratrice delegata del Gruppo Cividale, realtà industriale che si occupa principalmente di fonderia, vanta un fatturato di circa 300 milioni e occupa 1.500 persone.
Il gruppo ha investito nell’efficienza energetica e nel fotovoltaico, «ma – ha sottolineato Valduga – è un aiuto limitato». Gli impianti realizzati coprono infatti solo una parte del fabbisogno, circa il 10%, mentre resta aperto il problema di fondo: il costo dell’energia, che mina la competitività delle imprese italiane rispetto alle concorrenti estere, in particolare asiatiche.
Non esiste una soluzione unica. Se sgravi e aiuti possono dare una mano nell’immediato, nel lungo periodo occorre aumentare la disponibilità di energia e non limitarsi alle fonti rinnovabili più diffuse, come fotovoltaico, eolico e idroelettrico, la cui produzione dipende anche dalle condizioni meteorologiche, ma esplorare altre possibilità. Quali? Dba Group, realtà trevigiana attiva nell’ingegneria delle infrastrutture critiche, guarda con interesse alla geotermia.
«Una fonte che non dipende dalle condizioni meteorologiche», ha spiegato Angelo Artuso, Coo della divisione Energy Transition di Dba, indicando il potenziale di una tecnologia che può produrre energia e calore in modo continuativo. Il gruppo destina circa 250 mila euro all’anno allo sviluppo di progetti in questo ambito, lavorando anche con le università di Padova e Pisa.
Dalla ricerca si passa ora ai territori. Dba ha avviato un’analisi sulla zona industriale di San Giorgio di Nogaro, con l’obiettivo di individuare possibili applicazioni della transizione energetica su scala locale. «L’idea è mettere in relazione le imprese, valorizzando le risorse che oggi vengono disperse: dal calore prodotto dagli impianti industriali, che potrebbe essere utilizzato da aziende vicine, fino al riuso dell’acqua e al recupero di altri materiali», ha spiegato ancora Artuso.
Visione condivisa dal presidente del Cosef (consorzio in cui rientra anche la zona industriale di San Giorgio di Nogaro) Marco Bruseschi, che ha richiamato la necessità di rafforzare la collaborazione tra i consorzi industriali e le imprese: «Nel consorzio si può lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori». Cosa che si farà appunto a San Giorgio, dove in breve partiranno le interviste agli insediati.
Infrastrutture adeguate, una rete in grado di sostenere la crescita dei consumi e strumenti per rendere più prevedibili i prezzi: serve anche questo per ridurre i costi dell’energia, come è emerso dagli interventi del secondo panel, moderato dal direttore scientifico del Forum, Jacopo Giliberto. Durante l’incontro, il presidente di Fvg Energia, Franco Baritussio, ha annunciato la nascita, prevista a dicembre, della Cer regionale di area vasta.
«Sarà un punto di riferimento anche per le realtà del territorio che da sole possono incontrare qualche difficoltà», ha spiegato Baritussio, ricordando che al progetto partecipano circa 25 soggetti, tra università, associazioni di categoria ed enti. La struttura darà vita a cinque configurazioni territoriali, una delle quali farà riferimento alla cabina primaria di Maniago, con la realizzazione affidata a Fvg Energia.
Tornando alle imprese e alla difficoltà di sostenere bollette elettriche da capogiro, qualche consiglio pratico è arrivato da Filippo Boraso, responsabile Customer Operations di EstEnergy, gruppo Hera. «È vero che il gas copre il 40% del fabbisogno elettrico, ma il 70-75% delle ore il prezzo viene determinato dal gas», ha spiegato, indicando tra le possibili soluzioni per le imprese «contratti a prezzo fisso di lunga durata, accordi per l’acquisto di energia rinnovabile e sistemi di accumulo, come le batterie, per utilizzare l’energia prodotta quando è più conveniente».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








