Rimpasto a palazzo d’Aronco Tondo propone Manzan

«Il nome giusto per la giunta di Udine è quello di Giulia Manzan». A lanciare la candidatura della consigliera comunale di Pradamano nonché coordinatrice regionale di Autonomia responsabile, è il presidente del movimento, Renzo Tondo.
«L’assessore che avevamo indicato (Paolo Pizzocaro, ndr) ha scelto altre strade e quindi, se è vero come leggo che il sindaco Pietro Fontanini è intenzionato ad allargare la giunta, anche in considerazione del vincolo legato alle quote rose, siamo pronti a proporre la nostra coordinatrice», ha spiegato Tondo. Anche Autonomia responsabile quindi rivendica un posto in giunta. Ma a fare pressioni sul sindaco non c’è solo Autonomia responsabile. Non è un mistero che Identità civica - Progetto Fvg sostenga il consigliere delegato al Commercio Antonio Falcone che fino a pochi giorni fa sembrava essere in pole position. Poi il chiarimento sulle norme che impongono il rispetto delle quote rosa da parte della Regione ha congelato tutto. Al momento pare infatti che il Comune sia obbligato a inserire una donna come dodicesimo assessore in considerazione del fatto che nel computo del 40% minimo da assegnare a ciascun sesso deve essere considerato anche il sindaco. Tutto da rifare quindi - anche se gli uffici stanno ancora valutando se il vincolo sia insormontabile - e così per Ar torna in corsa anche Manzan che si era candidata anche alle Europee.
Ieri Tondo ha riunito i suoi in via Sabbadini anche per lanciare una proposta di riforma degli enti locali: «Senza le Province e con le Uti da riformare, è arrivato il momento di dar vita a una Regione più leggera, che sappia fare la programmazione e le leggi, smettendola di gestire le erogazioni di contributi per i campi sportivi o per i campanili». Insieme a Manzan e al consigliere regionale Giuseppe Sibau, il parlamentare carnico ha illustrato l’idea di Ar: «Veniamo da una legislatura in cui Sanità ed Enti locali sono stati gestiti in maniera negativa – aggiunge Tondo –. La giunta Fedriga è intervenuta sulla Sanità, ora si appresta a farlo sugli enti locali. È il momento di guardare avanti gettando il cuore oltre l’ostacolo senza coraggio: la Regione va riformata, oggi che è messa sempre più in difficoltà dal fatto di essere ormai un mero ente gestore. È il momento di delegare ad enti di secondo grado ed elettivi, competenze e ruoli di primo piano». Il progetto di Ar è quello di veder nascere 5 Uti (o nuove Province): le 4 storiche più una della montagna. «Pensiamo di riunire tutto il territorio montano, dall’Alto Friuli al Pordenonese fino al Collio Goriziano, in un unico ente. Sarebbe un salto di qualità per gli stessi amministratori, che in questo modo potrebbero uscire dal provincialismo che per troppo tempo li ha caratterizzati. Non è un percorso facile, ma è il momento giusto per provarci». Ar pensa a una nuova provincia «non “Carnia-centrica”, con il capoluogo che potrebbe essere localizzato a Venzone o a Forgaria. Avanti tutta con il commissariamento delle Uti – conclude Tondo – e con la nuova riforma degli enti locali: i nostri territori hanno bisogno di contare di più».
Sul tema si è soffermato anche il consigliere Sibau, rimarcando la necessità di dar vita a una nuova legge sulla montagna. Non solo, Sibau ha anche annunciato un intervento sulle criticità messe in luce dalla concessione del Reddito di cittadinanza, sussidio che in pratica ha azzerato le domande nei Comuni per i cosiddetti “cantieri lavoro”. —
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