Riforma del Catasto, salasso in arrivo

UDINE. Si dice riforma, si legge “salasso”. È quel che temono già ora gli esperti, e che paventano i proprietari di immobili, ovvero che l’annunciato riordino delle rendite si traduca nell’ennesimo “prelievo bancomat” sul bene primario per i friulani: la casa. Del resto i patemi d’animo più di qualche fondamento ce l’hanno, visto come sono stati – e continuano ad essere colpiti – gli immobili dai vari livelli di tassazione. E dunque, perchè questa volta dovrebbe essere diversa?
Diciamo subito che aggiornare il catasto per assegnare agli immobili il loro valore effettivo, è un’operazione che va fatta. Purchè il saldo rimanga davvero invariato. E sull’esito i dubbi sono tanti.
L’iter è già scattato con l’approvazione, avvenuta poche settimane fa da parte del Consiglio dei ministri, del decreto legislativo sulle commissioni censuarie. A livello locale, le nomine dei presidenti delle commissioni e dei membri e del presidente delle sezioni passeranno dal presidente del Tribunale locale. I membri, sia quelli effettivi che i supplenti, saranno il risultato di una scelta tra i nomi proposti dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali, e designati dal prefetto, dall’agenzia delle Entrate e dall’Anci. Ci sarà anche una commissione centrale dove il presidente sarà nominato con un decreto del Presidente della Repubblica su proposta del ministro dell’Economia e delibera del Consiglio dei ministri.
La nascita della commissione è attesa entro la primavera anche a Udine e permetterà, da una parte, di riprendere le attività di gestione delle revisioni dei quadri tariffari estimali (dalle tariffe, che saranno a metro quadrato, dipenderanno le rendite e i valori su cui calcolare le tasse) e, soprattutto, di validazione degli algoritmi che definiranno questi valori e rendite unità per unità.
L’algoritmo sarà di competenza dell’Agenzia, ma sono diversi i fattori che dovrebbero rendere le funzioni statistiche degli strumenti di equità: per ogni “microzona” e per ogni tipologia immobiliare (siano esse abitazioni, uffici, negozi, magazzini ecc.) andrà infatti individuato qual è il valore medio di mercato. Il valore medio sarà la base su cui applicare coefficienti che dovranno tenere conto dell’ubicazione dell’immobile, del periodo (nel caso di costruzioni recenti anche l’anno) di costruzione e la qualità delle finiture.
La commissione censuaria locale avrà il compito di validare l’applicazione dell’algoritmo, ovvero di accertare se il complicato conteggio consegnerà, o meno, il valore dell’immobile coincidente con quello reale. Infine ulteriori conteggi ci daranno la nuova rendita, che terrà conto del valore di mercato.
Una volta concluso l’iter, la scommessa sarà accertare che le nuove rendite e i nuovi valori, non imprimano una corsa al rialzo dell’imposizione fiscale. «Ed è in relazione a questo - dichiara Claudio Bernardis, presidente provinciale della Fiaip, la Federazione italiana degli agenti immobiliari - che siamo preoccupati. Un elemento di positività risiede nel fatto che, come associazione, sediamo al tavolo dei professionisti che saranno consultati da coloro che sono stati chiamati a fare la riforma. Essendo presenti al tavolo, contiamo di poter dare il nostro contributo alla definizione di una riforma che non pensa solo alla tassazione».
Per la tipologia di immobili presenti a Udine, con un patrimonio piuttosto vecchio, il rischio di veder incrementato il prelievo sulla casa è reale. «Pensiamo, ad esempio - suggerisce Bernardis - al proprietario di un immobile in viale Ungheria che, come sappiamo, non è certo di recente costruzione. Pensare di fare un rivalutazione di quelle proprietà, a mio avviso, è una follia. Si arriverebbe a definire un livello di tassazione elevato su un immobile che vale molto poco. Questo è ciò che temiamo - rimarca il presidente della Fiaip -: una riforma del catasto finalizzata ad aumentare il gettito».
Quindi ben venga una valutazione «purchè sia capillare, immobile per immobile», perchè anche la generalizzazione può essere pericolosa. Prendiamo ad esempio il caso di due appartamenti identici in uno stesso palazzo, ma uno si affaccia sul corso principale e l’altro su un vicoletto: anche il panorama influenza, e non poco, il valore dell’immobile. Una puntuale valutazione dovrebbe tenere conto anche di questi elementi.
Al di là della buona volontà del governo di arrivare rapidamente alla riforma, dalla parte dei cittadini - questa volta - stanno i tempi eterni della burocrazia e le lungaggini degli enti statali. Per cui ci rivedremo tra qualche anno. Anche cinque.
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