Rifiuti ospedalieri sotterrati: blitz dei carabinieri di Udine

Svolta nell’indagine scattata in ottobre a Latisana. Eseguite le misure cautelari: in cella un imprenditore veneto, ai domiciliari due friulani di una ditta di Palmanova
UDINE
Con tre arresti e altrettante perquisizioni in due società e all’Arpa di Udine, ha decollato l’inchiesta dei carabinieri del Noe avviata nell’ottobre 2009 dopo la scoperta di rifiuti ospedalieri interrati intorno al nosocomio di Latisana. Inchiesta che ha scoperto anche un filone goriziano legato invece all’amianto. In totale sono 13 le persone iscritte nel registro degli indagati, comprese due dirigenti dell’Arpa, un responsabile e un dipendente dell’Ass 5 Bassa friulana.


La norma che si suppone violata è quella che punisce chi, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi e attività continuative, organizza e gestisce in qualsiasi modo, abusivamente, ingenti quantitativi di rifiuti: in una parola, traffico di rifiuti. Non solo quindi la mancanza di autorizzazioni a smaltire e trasportare quei rifiuti, perché in questa inchiesta si ipotizza che, attraverso operazioni agevolate dalle omissioni dell’Arpa, siano addirittura stati analizzati campioni di terra “filtrata” da: cateteri, cannule di flebo, siringhe, fialette e quant’altro un ospedale dovrebbe smaltire in un modo diverso dal seppellimento sotto terra.


Nell’ottobre scorso i Cc del Noe sequestravano l’area da destinare a parcheggio dell’ospedale: scavando, erano appunto spuntati quei rifiuti. Seguivano indagini anche supportate da appostamenti e intercettazioni telefoniche, coordinate dal sostituto procuratore di Udine Viviana Del Tedesco, che ieri ha fatto eseguire ai Cc del Noe le misure cautelari emesse dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine Paolo Alessio Vernì: due agli arresti domiciliari, una in carcere.


Sono stati arrestati il 43enne Francesco Marchesin, residente a Quarto d’Altino, responsabile dell’organizzazione dei trasporti della Bruneco srl di Venezia Marghera (per lui il carcere visto un precedente specifico con una pena già definitiva per associazione a delinquere, sempre in tema di rifiuti); ai domiciliari invece sono finiti il 46enne di Palmanova Edi Pellegrini, amministratore della Carbocoke Fvg srl di Palmanova e il 41enne goriziano Massimo Giaconi, responsabile tecnico della società palmarina. Proprio la Carbocoke era stata incaricata dall’Ass 5 Bassa friulana di effettuare i campionamenti del terreno. In sintesi, risulta che il materiale mandato ad analizzare fosse stato “sfrondato” dai rifiuti ospedalieri e che in queste occasioni fosse stata presente una delle due dirigenti dell’Arpa incaricate dei controlli. C’è poi lo smaltimento illecito di questi rifiuti speciali, finiti in una discarica di seconda categoria di tipo A, a Paderno del Grappa (Treviso) gestita dalla Biodue srl di Conegliano, amministrata dal 47enne di Mareno di Piave Valerio Brino, discarica che non era autorizzata a riceverli.


Trasporti di rifiuti gestiti dalla Bruneco di Marchesin, con materiale che era falsamente classificato come terreno da scavo non pericoloso. L’ingiusto vantaggio economico ipotizzato sta proprio qui: una significativa riduzione dei costi di smaltimento in una discarica non autorizzata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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