Restituiti 24mila euro di gioielli alle anziane truffate, torna al dito la fede del marito morto
Il giovane arrestato ad agosto era stato intercettato su un Frecciarossa a Roma con il bottino nello zaino. Due donne di Pasiano e Roveredo in Piano hanno riavuto i preziosi sottratti con la tecnica del falso carabiniere

Si chiude con un lieto epilogo, almeno sul piano umano, la vicenda delle due anziane vittime di una truffa messa a segno nell’agosto scorso nel Pordenonese. I carabinieri della compagnia di Sacile hanno restituito alle legittime proprietarie l’intero bottino, composto da monili in oro e gioielli per un valore stimato di circa 24mila euro.
La consegna, disposta su delega della Procura della Repubblica di Pordenone, ha riguardato una donna di 82 anni di Pasiano di Pordenone e una di 75 anni residente a Roveredo in Piano.
Il momento più toccante si è vissuto nella residenza sanitaria assistita che ospita la donna più anziana. Il comandante della compagnia di Sacile, capitano Camilla Bernacchini, si è recata personalmente nella struttura per riconsegnarle i preziosi, alla presenza della nipote. Tra questi c’era anche la fede nuziale del marito defunto: un ricordo dal valore affettivo inestimabile che la donna, visibilmente commossa, ha potuto rimettere al dito, accanto alla propria.
La seconda vittima ha invece raggiunto autonomamente la caserma per riavere i gioielli sottratti.
Il falso carabiniere e i tentativi di truffa
L’operazione risale al 6 agosto, quando i militari dell’aliquota operativa di Sacile avevano arrestato in flagranza un ragazzo di 21 anni di origini campane, ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni di anziani.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane, con il supporto telefonico di alcuni complici, si era spacciato per un carabiniere, cercando di convincere dieci persone anziane residenti tra Fiume Veneto, Roveredo in Piano, Praturlone, Cimpello, Vivaro e Cordovado a consegnare denaro e gioielli.
In otto casi, le potenziali vittime avevano riconosciuto l’inganno, interrotto la telefonata e contattato il numero unico di emergenza 112. Due truffe erano invece andate a segno.
La fuga verso il sud e l’arresto a Roma
Le indagini, condotte dai carabinieri di Sacile con la collaborazione delle stazioni di Prata di Pordenone e Fontanafredda, avevano permesso di ricostruire gli spostamenti del sospettato attraverso l’analisi dei mezzi utilizzati e l’elaborazione di un identikit elettronico.
La condivisione tempestiva delle informazioni con la polizia ferroviaria del Lazio aveva consentito di individuarlo la sera stessa a bordo di un Frecciarossa appena arrivato alla stazione di Roma Termini. Nello zaino aveva ancora i gioielli sottratti alle due donne.
Dopo il trasferimento nel carcere romano di Regina Coeli, a fine agosto al giovane era stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Pordenone.
L’appello dei carabinieri: attenzione alle richieste di denaro
Con la restituzione dei preziosi, l’Arma rinnova l’invito soprattutto agli anziani e ai loro familiari a diffidare di chi si presenta al telefono come appartenente alle forze dell’ordine o come avvocato e chiede denaro, gioielli o il pagamento di cauzioni.
Le istituzioni non chiedono di consegnare beni di valore con queste modalità. In caso di sospetto, la raccomandazione è di interrompere immediatamente la comunicazione e contattare il 112.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








