Renzi: ci fermerà solo la verità. Al-Sisi: verità anche su egiziano scomparso

Botta e riposta tra il premier italiano e il presidente Egiziano. Il ministro degli Esteri ha ribadito al Senato la posizione del governo italiano sulla morte del ricercatore di Fiumicello: “Con l’Egitto una collaborazione insufficiente, non faremo calpestare la dignità dell’Italia” “Se l’Egitto non cambia marcia il Governo è pronto a reagire. La ricerca della verità non contrasta con la ragione di Stato”
Italian Prime Minister Matteo Renzi during a meeting in Rome with Egypt president Abdel Fattah El Sisi, 24 November 2014. ANSA/ANSA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI-FILIPPO ATTILI +++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Italian Prime Minister Matteo Renzi during a meeting in Rome with Egypt president Abdel Fattah El Sisi, 24 November 2014. ANSA/ANSA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI-FILIPPO ATTILI +++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

ROMA. Dopo l’intervento di Gentiloni (“Con l’Egitto una collaborazione insufficiente, non faremo calpestare la dignità dell’Italia”), che ha provocato malumori in Egitto, botta e risposta tra il premier Renzi e il presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi.

«È una vicenda che ha molto colpito, mi ha colpito la dignità della famiglia che ha dato una gigantesca lezione al mondo. Noi ci fermeremo solo davanti alla verità vera, lo dobbiamo a Giulio, alla sua famiglia e anche a tutti noi - ha detto Matteo Renzi nella diretta social -. La nostra è una presa di posizione chiara, secca e forte. Noi pensiamo e speriamo che l'Egitto possa collaborare con i nostri magistrati, abbiamo la disponibilità a vedere le carte insieme e noi vogliamo vogliamo che la verità sia trovata». 

La «determinazione dell'Egitto a continuare la sua piena cooperazione con la parte italiana con assoluta trasparenza per chiarire le circostanze dell'uccisione di Giulio Regeni e per processare i criminali» è stata espressa dal presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi durante un incontro con una delegazione dell'Associazione parlamentari della Nato, in presenza del ministro degli esteri, Sameh Shoukry. Lo ha reso noto il portavoce della presidenza, ambasciatore Alaa Youssef.

«Ci fermeremo solo quando troveremo la verità, quella vera e non di comodo» aveva dfetto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ribadendo in aula al Senato la posizione del governo italiano sulla morte di Giulio Regeni.

Caso Regeni, Gentiloni: "Non lasceremo calpestare dignità dell'Italia"

Decisivi i prossimi incontri. «Siamo alla vigilia di importanti incontri che potrebbero essere decisivi per lo sviluppo delle indagini», ha aggiunto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nell’audizione al Senato sul caso Regeni.

«L'omicidio di Regeni ha scosso le nostre coscienze e il Paese intero perché è stata stroncata la vita di un italiano esemplare, per il modo in cui è stato atrocemente torturato e ucciso e per la lezioni di compostezza dei genitori», ha aggiunto.

“L’alleanza con Egitto non è un ostacolo”. Il ministro degli Esteri ha anche detto che «il fatto che l’Egitto sia un paese chiave della regione e un nostro alleato contro il terrorismo non è mai stato considerato un ostacolo ma semmai va considerato un incentivo. Quando poniamo il tema dei diritti umani non lo facciamo per minare la stabilità di quel Paese, quanto semmai per consolidarla».

 

 

“L’Egitto cambi marcia.” Gentiloni ha anche detto che «appare legittimo e doveroso chiederci se la fermezza delle reazioni del governo, della magistratura, della famiglia e dell’Italia intera potranno riaprire un canale di piena collaborazione, promesso dal presidente Al Sisi.

Lo capiremo nell’incontro di giovedì e venerdì. Collaborare significa non accreditare verità di comodo, accettare l’idea che l’attività investigativa possa vedere un ruolo maggiore degli inquirenti italiani. Finora la collaborazione è stata insufficiente.

Se questo cambio di marcia non ci sarà il governo è pronto a reagire adottando misure adeguate.

Per ragioni di Stato non permetteremo che sarà calpestata la dignità dell'Italia».

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, riferisce su vicenda Regeni in aula alla Camera dei Deputati, Roma, 5 aprile 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI
Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, riferisce su vicenda Regeni in aula alla Camera dei Deputati, Roma, 5 aprile 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Il Cairo conferma l’arrivo della delegazione. La procura generale del Cairo ha confermato, con un comunicato diffuso in mattinata, che una delegazione di magistrati della stessa procura e di poliziotti incaricati delle indagini sulla morte di Giulio Regeni partirà dal Cairo per Roma domani, mercoledì 6 aprile.

«La delegazione sarà diretta - si dice nel comunicato - dal consigliere Moustafa Soleiman, assistente del procuratore generale, ed esaminerà gli ultimi sviluppi delle indagini della procura generale egiziana nella vicenda» Regeni.

L'invio della delegazione rientra «nel quadro della cooperazione tra la procura generale egiziana e la procura italiana, e in applicazione dell'accordo tra il procuratore generale egiziano, consigliere Ahmed Sadek ed il procuratore capo italiano Giuseppe Pignatone durante la sua visita a Roma».

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