Regione, via ad altri tagli: chiudono 5 stazioni forestali

UDINE. Meno stazioni forestali in Friuli Venezia Giulia: e si alza un polverone. Un anno fa il presidente della regione Renzo Tondo aveva dato indicazione alla giunta di dare qualche “sforbiciata” nei casi in cui ciò fosse possibile. E l’assessore alla Risorse agricole e forestali Claudio Violino aveva avviato la riorganizzazione, ma ora a un anno di distanza la coperta è corta e per garantire alcuni servizi altri dovrebbero saltare.
«Partendo da 4 Ispettorati delle foreste e 3 Servizi agrari abbiamo riorganizzato la struttura riducendo di 3 dirigenti e organizzando 4 uffici con competenze esclusivamente amministrative, mentre la vigilanza ambientale resta al corpo forestale. Ora se c’è il via libera per le strutture stabili non è necessario riorganizzare le stazioni forestali, diversamente bisogna mettere mano», spiega Violino. Per la Direzione c’è l’esigenza di assumere almeno 40 unità al corpo forestale, ma al momento è impossibile. «Tutto questo è stato fatto presente sia al presidente sia all’assessore al personale Garlatti», sottolinea Violino.
L’ultimo rapporto sul Corpo forestale regionale illustra l’organizzazione: quattro Ispettorati ripartimentali delle Foreste, a Udine, Tolmezzo, Pordenone e Trieste, e un Ufficio decentrato, a Gorizia, dai quali dipendono 31 Stazioni forestali. Il Cfr comprende anche il Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale (Noava), che dipende dalla direzione centrale delle Risorse Agricole e il Centro didattico naturalistico alle dipendenze dell’Ispettorato di Trieste. Inoltre, fanno parte del Corpo 293 unità: 19 guardie forestali, 122 marescialli, 109 ispettori, 38 funzionari e 5 dirigenti; e nel 2009 gli uomini della Forestale regionale hanno effettuato 51.586 servizi di vigilanza.
Nella lettera inviata ai sindacati il 6 ottobre, il direttore centrale della funzione pubblica Claudio Kovatsch comunica che dal 15 ottobre sarà modificato l’assetto delle strutture stabili. Con la nuova organizzazione il Noava (con sede a Pagnacco) sarà smembrato in nuovi servizi; via le stazioni forestali di Resia, Comeglians, Meduno, Claut, San Dorligo della Valle. Chiuso anche il centro didattico e naturalistico di Basovizza.
«Il caso di Resia è emblematico – denuncia il consigliere regionale del Pd Paolo Menis – in un’area che, storicamente, ha sempre visto la presenza di diversi corpi deputati al controllo del territorio oggi potrebbe essere cancellato anche l’ultimo presidio a tutela dell’ambiente. Non va dimenticato - prosegue - che si tratta anche di un’area di confine, con tutte le problematiche che ciò può comportare». Tuona anche il capogruppo del Pd Gianfranco Moretton: «Questo è lo scenario che si sta prospettando. L’esempio è la Stazione Forestale di Claut, costruita e istituita nel 1930 al servizio dell’alta Valcellina, negli anni 2000 (con un finanziamento della precedente Giunta Tondo) venne completamente demolita e ricostruita sulle stesse fondamenta in una nuova unità immobiliare con locali adibiti a uffici, due appartamenti, una foresteria e garage, intervento che ha comportato un costo di circa 800.000 euro. La nuova Stazione forestale - continua Moretton - è stata inaugurata il 10 novembre 2009 e lunedì 3 ottobre sono iniziati ulteriori lavori di completamento degli esterni e interni per circa 50.000 euro. Crediamo che se questa iniziativa dovesse andare a compimento genererà un forte scontento dell’opinione pubblica che, tra l’altro, non capirebbe la ragione per cui prima si spendono molti denari per realizzare e completare le strutture delle stazioni forestali per poi, subito dopo, chiuderle», insiste Moretton. Che aggiunge: «E, ancor di più, se i cittadini venissero a sapere che la motivazione del provvedimento ha solo lo scopo di aprire sei nuovi servizi per accontentare altrettante figure di coordinamento che potrebbero essere assegnate con assoluta discrezionalità e senza merito, magari per ragioni elettorali. Ci auguriamo - conclude Moretton - che le attuali stazioni forestali continuino la loro importante funzione e il presidente Tondo fermi questo insano disegno».
Il consigliere di Sa-Prc Igor Kocijancic chiede invece se «è vero che il Centro didattico e naturalistico di Basovizza sarà chiuso o quantomeno indebolito in favore di una nuova struttura che si aprirà a Udine».
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