Razzia di collanine d’oro in Fiera: tre condanne per la banda dello spray

UDINE. Nel confermare l’accusa della rapina aggravata, il pm aveva chiesto condanne per quasi 7 anni di reclusione per ciascuno dei tre imputati. L’istruttoria dibattimentale ha dimostrato che i colpi messi a segno nella notte tra il 25 e il 26 marzo del 2017, nel padiglione 6 del quartiere fieristico, in occasione della rassegna “Udine in musica serata Random”, vanno invece inquadrati nella fattispecie del furto con strappo e sanzionati quindi con pene più contenute.

E cioè con i 2 anni e 6 mesi inflitti ad Andrea Tricoli e Amedeo Buscemi, entrambi 22enni di Genova e chiamati a rispondere della sottrazione di quattro collanine d’oro, e i 12 mesi decisi per Vittorio Scimone, 28 anni, pure di Genova, cui si contestava invece un solo episodio.

La sentenza è stata emessa dal tribunale collegiale di Udine, presieduto dal giudice Paolo Milocco (a latere, i colleghi Mauro Qualizza e Nicolò Gianesini), al termine del processo in cui una delle persone derubate si era anche costituita parte civile.

A lui, rappresentato in aula dall’avvocato Alessandro Calienno, è stato riconosciuto il risarcimento dei danni per complessivi 6 mila euro. Il tribunale ha subordinato la sospensione condizionale della pena detentiva a Tricoli e Buscemi al pagamento della somma entro sei mesi dall’irrevocabilità del verdetto.

Quanto a Scimone, gravato da una vecchia recidiva (sulla quale il collegio ha ritenuto di far prevalere le attenuanti generiche), è stata invece decisa la revoca della sospensione condizionale concessa già in sede di patteggiamento.

Oltre all’ipotesi della rapina, Tricoli e Buscemi erano accusati delle lesioni personali causate a una delle tre persone avvicinate quella notte durante le danze per impossessarsi delle due catenine d’oro che portava al collo. Per farlo, non essendo riuscita la tecnica dello spintone adoperata con gli altri, la coppia di amici aveva fatto ricorso allo spray al peperoncino. Colpito all’altezza del volto e del collo, il malcapitato aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.

Per quanto soddisfatto della riqualificazione del reato e, quindi, del ridimensionamento dell’accusa operato dal tribunale, il collegio difensivo attenderà le motivazioni per valutare, «con ragionevole ottimismo», l’eventuale appello. Anche perché i dubbi, a dire dell’avvocato Stefano Faccio, che nel procedimento assiste Buscemi, restano.

«L’accusa si era un po’ troppo basata sulle dichiarazioni dei ragazzi che nell’immediatezza avevano puntato il dito contro il mio assistito e l’amico Tricoli (avvocato Chiara Antola) – ha detto –. Con l’altro (avvocato Anna Serafino) li accomuna solo la città di residenza. Posto che nei fatti nessuno li ha visti commettere alcunché, – ha aggiunto – conservo le mie riserve su come è stata condotta l’identificazione fotografica». —
 

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