Raccolte le firme per blindare la Ribolla

I viticoltori danno il via libera alla modifica della vecchia Igt Delle Venezie. Le bollicine autoctone prodotte solo in Friuli
Bumbaca Gorizia 24_09_2016 Gusti Convegno sulla ribolla © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 24_09_2016 Gusti Convegno sulla ribolla © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. La Ribolla gialla come bandiera del Collio: perché è il vitigno che maggiormente identifica questa porzione di territorio e quindi, come tale, meglio di qualsiasi altro vino può rappresentare la zona proponendosi come suo primo motore di crescita economica e di conoscenza nel mondo.

È questo il messaggio emerso dal convegno “Non solo bollicine. La Ribolla gialla: qualità al top per andare oltre le mode” tenutosi nell’ambito di “Gusti di Frontiera” a Gorizia. Si è trattato di un importante momento di riflessione, moderato da Fabrizio Nonis e tenuto a battesimo dalla senatrice Laura Fasiolo che ha convenuto con Attilio Scienza, docente dell’Università di Milano e antesignano della difesa dei vini autoctoni a livello nazionale, sulla necessità per i produttori di fare sinergia per promuovere e far decollare questo prodotto di eccellenza.

Gusti di frontiera 2016

Scienza, che al momento sta lavorando per l’azienda Collavini alla realizzazione di un volume sulla storia della Ribolla, ha quindi sintetizzato in un breve excursus le tappe che hanno portato all’attuale affermazione del vitigno che, secondo le stime di Pietro Biscontin (presidente del Consorzio delle Doc), nella vendemmia del 2018 potrebbe toccare i 120 mila ettolitri, pari a circa 18 milioni di bottiglie.

Si tratta di uno sviluppo notevole, testimoniato tanto dal presidente del Consorzio Collio Roberto Princic quanto dal presidente dell’associazione produttori Ribolla gialla di Oslavia Marco Primosic: e, tuttavia, fondamentale resta la questione della tutela.

Secondo l’assessore regionale Cristiano Shaurli «i vitigni autoctoni non devono essere sviluppati solo per questioni romanticamente identitarie, ma perché costituiscono un’opportunità da tutelare per promuovere la specificità della sua produzione nel Collio in un vantaggio competitivo per la zona».

E un passo in tale direzione è stato compiuto proprio ieri con la consegna delle firme raccolte da Confagricoltura Fvg per modificare la “vecchia” Igt Delle Venezie a favore dell’esclusività della Ribolla gialla come vitigno di cui sarà consentita la coltivazione solo in regione, a partire dalla vendemmia 2017.

Gorizia, viaggio fra gli stand di Gusti di frontiera

Come ha dichiarato Roberto Felluga, responsabile della Sezione economica vitivinicola di Confagricoltura «Questo testimonia da un lato l’interesse degli agricoltori regionali verso un vitigno storico la cui presenza sui nostri territori collinari è documentata fin dal 1200, ma soprattutto l’attenzione nei confronti delle sue prospettive di mercato e la compattezza con la quale tutta la filiera si sta muovendo per mettere in sicurezza la Ribolla del Friuli Venezia Giulia».

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