Raccolta differenziata l’opposizione attacca: «Fontanini si fermi e ripensi le modalità»

Più problemi di quelli che dovrebbe risolvere, tra maggiori costi per i cittadini, disagi e un tasso più elevato di inquinamento. La scelta dell’amministrazione sulla raccolta differenziata spinta solleva le polemiche dell’opposizione che, all’indomani dell’assemblea organizzata dagli amministratori di condominio di Anaci sul tema per esprimere le proprie perplessità, non perdono occasione per criticare la scelta della giunta Fontanini.
Tutti d’accordo sul fatto di migliorare la raccolta, ma la modalità individuata, per i consiglieri, non è quella corretta. «I costi diretti aumenteranno dovendo incaricare qualcuno che si occupi di esporre i bidoni e altri disagi non vengono considerati, come il raddoppio dei camion in circolazione – osserva la consigliera Pd Cinzia Del Torre – e il rallentamento della raccolta, che sarà più lenta perché effettuata manualmente: aumento dei mezzi e salute del personale vanno contro un concetto di rispetto ambientale, per il quale questa scelta tutela solo un parametro penalizzandone altri. Non è il percorso giusto per arrivare all’80% di raccolta che auspicano».
Per Vincenzo Martines, ex candidato sindaco, «quello che Fontanini ci ha venduto come porta a porta spinto in realtà non lo è: si è capito che metterlo in pratica era troppo complesso e per metà degli udinesi, chi vive in condominio, non cambierà nulla, ma dovrà pagare il personale che si occupa dell’esposizione e della pulizia dei bidoni. Un risultato zoppo – aggiunge – che aumenterà i costi, quando poteva essere adottata la soluzione dei cassonetti intelligenti, per i quali chi è bravo paga meno, mentre qui per chi sbaglia pagherà il condominio. Tutto per la fretta – prosegue –: andavano adottate soluzioni differenziate a seconda delle esigenze della zona della città».
Le perplessità dei condomini, unite a quelle di moltissime famiglie, «dovrebbero far riflettere e sospendere una decisione che provoca più problemi di quelli che risolve, aumento della Tari e multe comprese – commenta Enrico Bertossi (Prima Udine). Non ascoltare le motivate e documentate obiezioni contrarie pare essere l’unico collante della giunta e il convegno è stato accuratamente tenuto nascosto pur tenendosi a fianco dell’ufficio del sindaco: i cittadini avrebbero trovato conferma di quanto sbagliato, antieconomico e antiquato sia il porta a porta che Fontanini impone. La priorità è spendere subito cinque milioni di euro per i nuovi bidoncini e assumere venti persone in più o il risultato? ».
Partendo da un livello di differenziata già buono e costi convenienti, sottolinea Federico Pirone (Progetto Innovare), «se l’obiettivo di aumentare la differenziata è di per sé condivisibile, la soluzione prospettata dalla giunta si adatta poco al contesto urbano, oltre a prevedere aumenti di costo e disagi inutili. L’incontro di giovedì – precisa – dimostra come le perplessità che i cittadini continuano ad esprimere siano tutt’ora senza risposta e vadano adottate soluzioni tecnologiche non obsolete e un porta a porta meno spinto in maniera da diminuire l’aumento previsto dei costi e dei disagi».
Un sistema discutibile non solo per le modalità ma per la tipologia di utenza ribadisce la consigliera del M5S Rosaria Capozzi: «Vista la presenza di grandi condomini, è difficile pensare a una quantità immani di bidoncini o bidoni condominiali di raccolta, in cui il conferimento di un condomino, se sbagliato, potrebbe penalizzare gli altri; contestabile è anche la cadenza di raccolta e la difficoltà di accesso ai palazzi, con passo carraio o cancello. Il tutto con un aumento del quattro per cento sulla tassa rifiuti, sempre che la percentuale rimanga tale, vista la previsione dell’impiego di ispettori per il controllo, ovvero di un’ulteriore figura che presumibilmente comporterà una maggiorazione delle spese». —
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