«Quella centralina ci priva dell’acqua della roggia»
Protestano gli agricoltori di San Nicolò. Palazzolo rassicura: l’impianto è dotato di misuratore

MANZANO. La centralina idroelettrica è già attiva, ma la roggia di Manzano resta in secca. Non c’è pace per gli agricoltori di San Nicolò, che dopo un’estate senza pioggia sono costretti a combattere con il nuovo impianto che, a loro modo di vedere, li priva dell’acqua.
E così temendo di ritrovarsi in primavera – con il risveglio della natura e le prime coltivazioni da piantare – ad affrontare una nuova emergenza, lanciano l’appello a Comune, Regione, Consorzio bonifica pianura friulana e Coldiretti a intervenire per garantire il normale deflusso nella roggia.
«Abbiamo una concessione per l’irrigazione, ma rischiamo di non poter prelevare l’acqua. L’autorizzazione è stata data dalla Regione, la stessa che ci ha concesso la possibilità di attingere dalla roggia», protestano. La situazione si protrae da fine luglio, da quando sono stati avviati i lavori al nuovo impianto realizzato, per un costo di 850 mila euro, da un privato.
Da allora l’acqua, secondo gli agricoltori, ha smesso di correre normalmente. C’è chi, come Oriano Fanna, ha perso il 30% del raccolto della soia.
Ma anche altri cittadini, abituati a irrigare gli orti e i giardini, protestano.
A oggi il deflusso dell’acqua resta minimo. «Ci hanno chiuso senza preavviso il “rubinetto naturale” la scorsa estate – tuona Fanna – e ora ci ritroviamo nella stessa situazione. Il Comune ci ha detto di avere le mani legate. Ma la sensazione è di essere stati scavalcati e di essere l’ultima ruota del carro. Ci hanno abbandonato a noi stessi. Il nostro timore è che l’acqua che scorre sul Natisone andrà ad alimentare la turbina ma per noi ne resterà sempre poca. Abbiamo anche chiesto di realizzare un pozzo, ma le carte sono ferme sul tavolo della Regione da circa un anno».
Pronta la replica da parte dell’assessore all’urbanistica, Carlo Palazzolo. «La centralina è stata attivata a fine dicembre, anche se è in fase di completamento nelle sue parti esterne. L’impianto è dotato di un misuratore che calcolerà il deflusso dell’acqua secondo la portata autorizzata. La portata minima per irrigare sarà quindi sempre garantita».
«Anche quando, nella malaugurata sorte, il Natisone sarà in secca – conclude –, sarà concesso agli agricoltori di attingere all’acqua privilegiando così la roggia all’impianto».
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