Quarantesimo del terremoto: racconteremo quei giorni insieme ai lettori

Il Messaggero Veneto invita i friulani a inviare le immagini e le loro testimonianze in redazione

UDINE. Il Messaggero Veneto racconta il terremoto del 1976. Lo fa a 40 anni di distanza con il contributo dei lettori. Nell’anno in cui ricorre il quarantesimo del sisma che provocò mille morti in Friuli, il giornale compie 70 anni. Per questa doppia ricorrenza stiamo preparando un progetto per tornare tra la gente come accadde 40 anni fa. Riproporremo le cronache di allora dai Comuni distrutti, i racconti di chi perse tutto, la voglia di rinascere.

Faremo tutto questo con una serie di iniziative editoriali che si protrarranno per buona parte dell’anno. Ripercorreremo le fasi del terremoto e della ricostruzione diventata un modello nazionale, assieme alla storia del giornale che, in questi 70 anni, è sempre stato il giornale del Friuli e dei friulani. Continuerà a esserlo anche in futuro rileggendo la propria storia che è anche quella del terremoto che ha cambiato il Friuli.

Per farlo abbiamo bisogno della collaborazione dei friulani ai quali chiediamo di inviarci le immagini fotografiche scattate nei luoghi del sisma dopo il 6 maggio1976. Ma anche copie di documenti e testimonianze dirette, all’indirizzo e-mail terremoto1976@messaggeroveneto.it

Ai racconti degli amministratori di allora su come si arrivò alla storica decisione di affidare la delega ai sindaci, uniremo le testimonianze della gente che a 40 anni di distanza continuano a suscitare le emozioni più diverse in tutti coloro che hanno vissuto quel dramma. Descriveremo la forza che il popolo friulano seppe esprimere per ricostruire Gemona, Venzone com’era e dov’era e tutti gli altri comuni colpiti dal sisma.

Ma soprattutto leggeremo le biografie dei mille morti. Persone che persero la vita nelle loro case, nei luoghi di lavoro e di ritrovo, con amici e parenti, alle 21 del 6 maggio 1976 quando la terrà tremò preceduta da un boato che molti ancora oggi portano nel cuore e nella mente.

Saranno fondamentali anche le testimonianze dei soccorritori e di coloro che furono tratti in salvo da mani sconosciute. Tutto diventa importante per evitare che la memoria di quei giorni svanisca sotto il peso degli anni che passano.

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