Prove per diventare dirigenti scolastici Primi undici ricorsi

Primi 11 ricorsi al Tar per il concorso a dirigente scolastico nel Friuli occidentale: con Giuseppe Loschiavo, Francesco Saitta e Fabio Piva, insegnanti di Pordenone, San Vito al Tagliamento e Sacile che chiedono chiarezza sulla selezione. Altri gruppi di candidati bocciati si sono affidati ai legali e il rischio è quello del rallentamento nelle operazioni di nomina dei futuri dirigenti: il ministero dell’Istruzione le ha previste entro il 31 agosto. Le scuole senza titolare sono una ventina nella Destra Tagliamento.
«Disparità di trattamento nella valutazione dei candidati da parte delle commissioni sparse sul territorio nazionale – il professor Loschiavo è seguito dai legali Spataro, Caudullo e Garofalo –. La richiesta è quella di sospendere il provvedimento di non ammissione all’orale. Alcune commissioni hanno promosso il 50 per cento dei candidati, altre il 4 per cento». I ricorsi hanno l’obiettivo di ottenere l’ammissione con riserva dei bocciati alle prove orali in via cautelare. Quelle che hanno superato con successo alcuni neodirigenti di Pordenone, in attesa di nomina per abbattere il numero delle scuole senza vertice: Flavio Piccolo e Alessandro Venerus tra i primi. I ricorrenti, invece, attendono la decisione del Tribunale amministrativo laziale e pare che i giudici abbiano fissato per il 2 luglio l’udienza decisiva sulla questione.
«Non si possono del tutto escludere rallentamenti – dicono allo sportello sindacale Flc Cgil – nelle operazioni del concorso per dirigenti scolastici». I sindacalisti sono prudenti, ma i ricorsi si mettono di traverso alle prove scritte. «Il Tar del Lazio ha preso in esame uno dei ricorsi per ottenere l’ammissione con riserva alla prova orale – hanno anticipato alcuni dei bocciati –. Pare che in alcune fasi della procedura non sia stato pienamente garantito l’anonimato». Se i ricorsi saranno accolti si potrebbe profilare l’ipotesi di una ripetizione delle prove scritte, ma sembra fantascienza. «Chiediamo giustizia amministrativa – ha invocato Loschiavo – e la valutazione oggettiva delle prove scritte bocciate con scarto minimo nel punteggio». —
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