Protezione civile, l’appello della Regione: «Solo insieme possiamo superare le difficoltà»

Inaugurata la nuova sede di San Quirino: un momento di festa e riflessione. Riccardi: rischio di regole migliori, ma senza persone. «Non ignoriamo il segnale

Valentina Voi
L'inaugurazione della nuova sede
L'inaugurazione della nuova sede

 

Una struttura bella, funzionale, accogliente. Che non può e non deve restare vuota: va in questo senso l’appello lanciato dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi durante l’inaugurazione della nuova sede del gruppo di San Quirino. E, a giudicare dalla partecipazione all’evento, la voglia di partecipare nonostante le difficoltà c’è.

Basta fare un giro nelle stanze della nuova struttura (costruita con un investimento di 1, 6 milioni con fondi regionali e comunali) per toccare con mano quanto radicata sia la Protezione civile sul territorio. Al suo interno trovano spazio la centrale operativa, una sala riunioni, spogliatoi, lavanderia per il vestiario, cucina e una camera con quattro posti letto per le emergenze attive 24 ore su 24. Ma, soprattutto, ci sono le storie di chi nei quattro decenni di operatività del gruppo (iscritto dal 1994 all’albo regionale ma attivo già una decina di anni prima e oggi coordinato da Luciano Trevisan) ha prestato il suo tempo e le sue competenze, tramandando questo spirito di servizio alle giovani generazioni: non stupisce, quindi, che in una giornata di festa ci sia stato spazio anche per la commozione, scoprendo la targa dedicata a volontari scomparsi i cui figli, oggi, indossano le stesse tute giallo-blu.

Protezione civile, inaugurata la nuova sede a San Quirino: «Insieme superiamo le difficoltà»

Commozione, ma anche festa: a celebrare la gioia per una sede nuova di zecca alle Villotte (quella vecchia, proprio di fronte, verrà abbattuta per fare posto al verde) tanti gruppi della provincia. Nessuna invidia, ma una genuina condivisione di un momento importante per San Quirino: all’evento erano presenti gli alpini e tanti cittadini.

Ne sono consapevoli le istituzioni che ieri hanno colto l’occasione per mandare un messaggio preciso: la Protezione civile è un bene comune, da tutelare. Che in questo momento sta dando segnali che non vanno ignorati. «Lavoriamo per costruire regole migliori ma pensando ai volontari – ha detto l’assessore Riccardi –. Se non lo facessimo assieme rischieremmo di avere regole migliori ma non più le persone disposte a metterle in pratica. È un segnale che, in alcune realtà più colpite, stiamo già iniziando a cogliere e che non possiamo permetterci di ignorare. Dobbiamo restare una comunità coesa, fatta di amministratori e volontari, perché solo insieme possiamo superare le difficoltà e continuare a garantire sicurezza e solidarietà ai cittadini».

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Riccardi ha ribadito l’impegno della politica nell’affrontare a livello normativo il tema delle responsabilità, con un provvedimento attualmente all’esame del Senato. Ma ha rivolto un appello anche a chi opera sul territorio dopo i segnali arrivati da alcune zone della regione. «La reazione deve essere ferma – ha detto – ma anche composta. Non possiamo immaginare che non ci possa essere una Protezione civile al centro del nostro Paese. Dobbiamo rimanere uniti, non possiamo pensare che ci siano parti: soltanto così riusciremo a superare questo momento. Insieme ce la faremo».

Da parte sua il sindaco Guido Scapolan ha voluto rimarcare che la struttura inaugurata ieri «è il risultato di una visione e di un metodo. La sicurezza non si improvvisa. Questa sede rappresenta un presidio permanente sul territorio, un centro operativo per le emergenze. Un luogo dove si costruisce giorno dopo giorno la capacità di proteggere la comunità. —

 

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