Protesta davanti al carcere per le condizioni dei detenuti

Una decina di persone del coordinamento “Contro il carcere e la repressione” ha manifestato ieri a ritmo di musica davanti alla casa circondariale di via Spalato. Una protesta pacifica motivata con un volantino nel quale il coordinamento ha denunciato il fatto che i colloqui con i detenuti sono ristretti a due giorni settimanali (giovedì e sabato) fino all’ora di pranzo cosa che, a giudizio del comitato, rende difficile l’accesso per i visitatori. Un altro nodo riguarda i corsi che vengono organizzati e ai quali non tutti i detenuti riescono ad accedere. «Organizzare corsi con 10 posti quando ci sono 200 detenuti è una presa in giro», si legge nel documento. E ancora: «Il fatto che nel carcere di Udine non si scontino pene superiori ai 5 anni significa che chi deve scontare pene superiori viene trasferito in altre carceri (solitamente il Due palazzi di Padova) rendendo ancor più difficile ed oneroso per i parenti accedere ai colloqui». La manifestazione si è svolta sotto lo sguardo di polizia e agenti della municipale, poco dopo le 19 di ieri. I componenti del coordinamento hanno attrezzato una sorta di gazebo con musica a tutto volume. Nel mirino della protesta è finita anche l’Europa che «ha fatto dietro front sulla questione carceri evitando di sospendere l’Italia per le condizioni detentive (sovraffollamento ecc) con tanti cari saluti a tutti quei carcerati che in questi mesi hanno presentato esposti alla Corte europea per veder riconosciuto il loro diritto alla dignità».
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