«Brancoliamo nel buio vicino al cantiere»: la protesta degli atleti e dei residenti di via Stadio a Sacile
Trecento atleti della Libertas e della Sacilese segnalano il rischio incidenti intorno ai nuovi scavi da 1,5 milioni di euro vicini al polisportivo

«Chiediamo lampioni accesi in via Stadio». Maria Grazia Gargan, presidente della Libertas Sacile, segnala il rischio incidente per gli atleti intorno al cantiere aperto da Lta sulla rete fognaria. «Trecento atleti della Libertas e anche i calciatori biancorossi della Sacilese brancolano nel buio per allenarsi dopo il tramonto negli impianti del polisportivo XXV Aprile»: Gargan ha dato voce alla protesta degli sportivi. «Il cantiere Lta ha bloccato il doppio senso di marcia vicino al passaggio a livello della tratta Sacile-Maniago, a due passi dalla pista di atletica».
Nuovo cantiere e viabilità modificata dagli scavi in via Stadio: i residenti scontano l’ennesimo disagio al transito nella zona vicino al campus scolastico e alla ferrovia della Pedemontana. Si tratta del cantiere aperto per sistemare le fognature che mette in conto circa 40 giorni di lavori su strada. Le risorse investite per un altro ramo della rete fognaria e chiusura di uno scarico sono pari a 1,54 milioni di euro: il cartello affisso segnala anche i ritardi nei lavori, partiti nel 2023 in città. «Viabilità modificata per lavori di estensione delle reti fognarie», ha avvisato i cittadini il Comune liventino. «Si prevedono tre fasi: la prima con l’istituzione di un senso unico alternato, regolato da impianto semaforico, in via dello Stadio, nel tratto compreso tra via Canova e via Osoppo. La seconda fase è con l’istituzione di un senso unico alternato, regolato da impianto semaforico, in via dello Stadio, nel tratto compreso tra via Osoppo al passaggio a livello. La fase terza prevede l’istituzione di un senso unico alternato, regolato da impianto semaforico, in via Malvignù, nell’area dell’attraversamento ferroviario».
I lavori procedono da alcuni giorni intorno agli impianti del sportivi XXV Aprile e nella nuova zona residenziale dove è previsto, nel 2028, il terzo lotto della Gronda est. «Siamo esausti di fronte ai continui scavi in via Stadio negli ultimi tre anni», ha dato voce ai residenti Gianfranco Zuzzi, attivista ambientale ex consigliere. «I disagi sono diventati insopportabili anche per la polvere del cantiere e per il rischio di incidenti». Il disagio è condiviso dagli atleti della società Libertas, che entrano in via Stadio a passo d’uomo per raggiungere la pista di atletica. «Prima o poi ci scappa l’incidente al buio, chiediamo di accendere un lampione», hanno detto gli sportivi con la presidente Gargan. «Le auto a senso unico di marcia e anche i ragazzi in bicicletta devono percorrere via Stadio con la luce, nell’area del cantiere di nuovo aperto».
Sei mesi fa il nuovo manto di asfalto era stato steso in via Stadio e via Malvignù dopo anni di scavi e proteste, tra le buche e tombini sporgenti. Il piano delle asfaltature sulla strada che i residenti chiamavano “via Kabul” sembrava avere chiuso gli scavi. Invece, sono ripartiti.
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