Prostitute vietate in Pontebbana

SACILE. Si sta sempre più portando dal Veneto verso il confine col Friuli e quindi con Sacile il fenomeno della prostituzione su strada. L’allarme arriva da Orsago, Comune sinora “indenne” al contrario dei Comuni di San Fior e Godega di Sant’Urbano.
La situazione però lungo la Pontebbana è cambiata e così il sindaco Fabio Collot ha emesso un’ordinanza, già da anni adottata dal due Comuni vicini, che prevede multe di 500 euro per le lucciole e chi si ferma a contrattare le prestazioni. «In questo Comune – ha spiegato il sindaco – il fenomeno della prostituzione non si era sino a oggi palesemente manifestato, se non con episodi circoscritti nel tempo. Nel territorio orsaghese, invece, recentemente si è riscontrata l’assidua, costante, invadente presenza di donne manifestamente dedite al meretricio».
Di qui l’ordinanza a tutela dei cittadini ma anche per la sicurezza stradale in quanto le manovre spericolate dei clienti lungo la Pontebbana rischiano di provocare incidenti. I controlli sono affidati a carabinieri e polizia ma anche a guardia di finanza e al corpo forestale. Il Comune di Orsago, infatti, disponendo di un unico vigile, non può effettuare pattugliamenti notturni.
In tema di prostituzione lungo la strada statale a luglio, come si ricorderà, c’è stato un tentativo di “sbarco” anche a Sacile. A Cornadella hanno fatto improvvisamente la loro comparsa due prostitute, di nazionalità romena. Un’emozione, per viveur e curiosi, durata lo spazio di due sere. I carabinieri sono intervenuti e dopo gli accertamenti del caso le hanno allontanate. È bastata, comunque, la sporadica, limitata, presenza delle due “signorine” per scatenare un putiferio di proteste e reazioni scandalizzate con tanto di vertice in municipio.
A Sacile, è risaputo, la prostituzione c’è ma non si vede. Se nella Marca trevigiana il fenomeno si tocca praticamente con mano (la presenza delle prostitute in strada è da tempo al centro di discussioni, proteste, polemiche, provvedimenti più o meno opinabili) in riva al Livenza viaggia su Internet e al coperto. Disinibite ragazze di tutto il mondo si mostrano con foto inequivocabili sui siti di annunci specializzati (dove il nome Sacile ricorre con frequenza) proponendo incontri per saziare tutti i desideri più proibiti, sadomaso compreso. Ci sono poi anche gli annunci su carta stampata mescolati magari ad altri messaggi commerciali.
Le tecniche di contatto, poi, sono tra le più disparate. Quanto alla localizzazione i luoghi privilegiati si trovano nel centro cittadino. Secondo i soliti bene informati esisterebbe addirittura una mappa delle vie a luci rosse.
Al riguardo i pettegolezzi più recenti parlano di via Fasan come nuova “sede di lavoro” per disinibite ragazze dell’est europeo ma anche per giovani donne dagli occhi a mandorla. Ma anche in questo settore, forse, un muro sta per crollare. È quello, virtuale, posto al confine con il Veneto che sinora ha tenuto lontano da Sacile le prostitute da strada.
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