Progetto “Scuola in movimento” si cercano 15 alunni alla Dante

Dopo le polemiche, il Comune annuncia: proseguirà. Iscrizioni entro il primo luglio Nessun sostegno, invece, da Università, azienda sanitaria e, a sorpresa, dal Coni
Udine 24 Aprile 2014. Scuola Dante in Via Dante. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press
Udine 24 Aprile 2014. Scuola Dante in Via Dante. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press



Si sblocca l’impasse alla Dante, dopo mesi di incertezza circa il prosieguo di “Scuola in movimento”. Il progetto, attivato nel 2014 per impedire che l’Istituto diventasse un “ghetto” per soli studenti stranieri, era stato di recente messo in discussione dall’Amministrazione comunale. Ma gli assessori Battaglia e Pizzocaro fanno ora sapere di aver cambiato idea: «dopo esserci confrontati con il presidente regionale del Coni e con il Miur, abbiamo deciso che fosse il Comune a sostenere il progetto per un ulteriore ciclo scolastico di cinque anni». Non ci saranno invece gli altri sostenitori: l’Università, l’Azienda sanitaria e lo stesso Coni, che pure dopo le polemiche degli ultimi mesi aveva ribadito di non volersi defilare.

«Già in passato si era deciso di ripensare la struttura del finanziamento – spiega il preside dell’Istituto Dante, Paolo De Nardo – per renderla più snella e agile. Per ora basta il sostegno comunale, non è urgente il coinvolgimento di altre istituzioni». Anche se assicura che «verrà intavolato un dialogo con tutti i soggetti per collaborazioni future». L’offerta didattica non verrà toccata e sarà basata ancora sulla valorizzazione della motricità e sullo studio della lingua inglese. De Nardo non nasconde l’entusiasmo per un risultato ottenuto dal basso: «le incomprensioni autunnali hanno avuto un risvolto positivo, costringendo le famiglie ad attivarsi, in particolare quelle italiane. Per la prima volta in cinque anni i genitori di tutta la scuola si sono ritrovati insieme e in gennaio hanno indirizzato una petizione all’Ufficio scolastico regionale: 80 firme sono arrivate sulla mia scrivania per garantire un futuro al progetto». Ne è seguito un incontro con i genitori, alla presenza degli assessori Battaglia e Pizzocaro, decisivo per il via libera dell’Amministrazione comunale. Tuttavia, per dare vera continuità al progetto rimane il nodo delle iscrizioni: «Se si forma la classe prima potremo iniziare un discorso di lungo termine della durata di un intero ciclo, altrimenti dovremo rivedere tutto, in accordo con il Comune». Proprio ieri è stata emanata la circolare che apre le iscrizioni fino al primo luglio. «La normativa parla di quindici alunni necessari a far partire una classe – spiega De Nardo – ma per legge il dirigente può derogare a questa cifra: basterebbe anche qualche ragazzo in meno». A proposito di iscrizioni, verrà per il momento messa in secondo piano la questione legata all’italianità, che aveva tenuto banco in autunno: «abbiamo concordato con il Comune che un numero minimo di studenti italiani non è necessario, ora è più importante far partire il progetto e intavolare un discorso più ampio. Certo, l’obiettivo ultimo rimane sempre quello di attrarre più famiglie italiane, per evitare la ghettizzazione dell’Istituto». —



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