Progetto pubblico-privato per l’Amman Università e abitazioni nell’ex cotonificio

La missione romana del Comune di Pordenone serve a mettere il primo mattone per la riqualificazione dell’area Amman. Un obiettivo ambizioso e non facile da centrare, lo sa bene il sindaco Alessandro Ciriani, ma che l’amministrazione comunale vuole provare a inseguire e nell’unico modo che ritiene sostenibile: attraverso una partnership pubblico-privata.
La missione
A Roma, accompagnati dal sottosegretario Vannia Gava, il sindaco, il consigliere regionale Alessandro Basso e l’assessore Cristina Amirante, hanno posto le basi anche per il progetto di recupero dell’ex cotonificio. «Ci sono canali interessanti, adesso si tratta di mettere insieme i soggetti che possano portare avanti un progetto concreto. Noi possiamo essere uno di questi soggetti, non l’unico».
studio sull’amman
Di proposte per acquistare e riqualificare l’area dell’ex cotonificio, nell’ultimo anno ne sono arrivate diverse all’amministrazione comunale, che ha messo subito un paletto: no a interventi speculativi. Il sogno che il sindaco accarezza da tempo è quello di realizzare un intervento misto: da un lato spazi per l’università – attualmente il consorzio di via Prasecco ha raggiunto la saturazione – dall’altra interventi residenziali e servizi. Il pubblico da solo non ha la forza per affrontare un disegno di questo tipo, da qui la necessità di trovare un partner privato «che andremo a selezionare – spiega – tra le cordate più solide che si sono fatte avanti. Con queste elaboreremo uno studio di fattibilità tecnico economica che ci serve per poter attingere a canali finanziari nazionali».
isia
In questa prima fase, l’idea dell’amministrazione Ciriani è quella di coinvolgere anche Isia design, l’istituto uperiore per le industrie artistiche di Roma che ha ormai una sede importante anche a Pordenone. Il coinvolgimento è previsto già nella fase della progettazione. A Roma Ciriani e Basso hanno incontratoMassimiliano Datti, direttore di Isia, «a dimostrazione – dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – dell’amicizia che si è creata con questo importante istituto. Isia ha investito sullo sviluppo del corso di formazione a Pordenone, ma anche noi crediamo in Isia e siamo convinti che ci siano ulteriori margini di crescita».
il resto
Non sono mancate, come detto, tappe al Miur e al Ministero di Giustizia. Per quanto riguarda l’Istruzione, il percorso – anche per ottenere risorse per la nuova Lozer – non è semplice, la burocrazia non manca. L’altra partita aperta resta quella del finanziamento della sede “temporanea” per i giudici di pace, in attesa che l’attuale immobile (che si trova lungo via Riviera del Pordenone) venga riqualificato. L’amministrazione comunale ha destinato parte delle risorse (più di due milioni di euro) che arriveranno dal bando per le periferie per dare una sede dignitosa ai giudici. Le spese d’affitto della sede temporanea in centro città – si parla di circa 200 mila euro per due anni di locazione, il tempo dei lavori – devono però essere pagate dal Ministero. Per avvalorare questa posizione il Comune ha presentato un dettagliato dossier che è ora all’esame del Ministero. —
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