Premi ai dirigenti, l’Udc non ci sta

UDINE. «È una vergogna! Mi dissocio totalmente dalle scelte fatte dalla giunta provinciale in merito ai premi di produzione». Questa volta l’attacco alla giunta Fontanini arriva dall’interno perché a dissociarsi dalla pioggia da 430 mila euro caduta sulle Posizioni organizzative di Palazzo Belgrado è il capogruppo dell’Udc, Stefano Marmai. «L’Italia va a rotoli, le Province sono sotto la lente di ingrandimento e qui si decide di destinare premi di produzione a privilegiati del lavoro – incalza Marmai –? Se non ci arriva la politica forse è il caso si attivino i dipendenti pubblici per rispetto di chi soffre la crisi rifiutando questa assurda situazione».
Ed è sempre Marmai ad aggiungere un tassello a un puzzle sempre più variopinto. «I dipendenti pubblici del Friuli Venezia Giulia beneficiano di uno stipendio più alto del 20% rispetto ai pari grado di tutto il resto d’Italia, per una legge regionale iniqua che ha livellato tutti verso l’alto anziché equiparare i dipendenti pubblici al resto d’Italia. Un comparto unico che ha creato dipendenti pubblici più ricchi solo in Friuli Venezia Giulia e che costa milioni di euro alle casse erariali della nostra regione. Tutte risorse rubate agli investimenti e a un possibile rilancio dell’economia e del lavoro».
Quindi arriva la stoccata finale: «A queste condizioni è giusto che le Province chiudano e, contestualmente, è logico che i dipendenti vadano a casa, in cassa integrazione, perché è ciò che accade in una qualsiasi azienda privata che fallisce. Altro che premi! Oppure lasciamo sottintendere che ci sono lavoratori di serie A e di serie B? Dove sono i sindacati a difesa dell’equità del lavoro? Proviamo a pensare a quante persone potrebbero essere impiegate con i soldi “regalati” dal comparto unico e dai premi elargiti da Regione, Province e Comuni.
Ma oltre al danno in Provincia si profila anche la beffa: i premi sono un insulto a chi ha perso l’impiego, un’inutile ricompensa a chi non ha lavoro da sbrigare per via dei tagli della Regione e del Patto di stabilità che ha di fatto ridotto il carico di lavoro. Chiudiamo le Province e mandiamo tutti a casa, allora si manifesterà un vero risparmio per gli italiani, diversamente saranno solo chiacchiere. Non si può accettare che una parte degli italiani soffra la crisi e non sappia come arrivare a fine mese e una parte addirittura abbia diritto a premi».
Intanto, attraverso Facebook, è il vicepresidente di Palazzo Belgrado, Franco Mattiussi, a tentare la difesa d’ufficio della scelta di giunta: «I beneficiari dell’integrazione salariale hanno l'obbligo di prestazioni straordinarie non retribuite per 120 ore annue – sottolinea –. E una parte dell'emolumento va a indennizzare le responsabilità di firma che loro assumono e il 33% dei 430 mila euro previsti in delibera sono per oneri contributivi».
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