Pottino lascia la Lega Nord

Bufera nel Carroccio dopo la tregua siglata da Bossi. E il parlamentare si iscrive al gruppo misto
PORDENONE. Questa volta non ci sono possibilità di ripensamento. Il deputato della Lega nord, Marco Pottino, ha depositato nella giornata di ieri alla presidenza della Camera la lettera con la quale dispone il suo passaggio dal gruppo del Carroccio al Misto. E' l'atto definitivo, comunicato all'aula dal presidente, Fausto Bertinotti, nel tardo pomeriggio, che segna la rottura del giovane parlamentare con il Carroccio. Una fase avviata con le dimissioni da segretario del partito friulano e quindi l'annuncio dell'addio alla Lega, stoppato dal leader, Umberto Bossi, che, dopo averlo incontrato a Milano insieme al senatore Albertino Gabana, aveva provveduto a commissariare, prima di Pasqua, il Friuli, nominando il consigliere regionale Fulvio Follegot.


Pottino in questi giorni aveva atteso pronunciamenti forti su Pordenone, con la sostituzione degli attuali assessori provinciali leghisti, che avevano preso il posto di quelli fedeli alla linea di Pottino, e un ridimensionamento di Edouard Ballaman e Danilo Narduzzi. «In realtà - commenta Pottino - non sono giunte risposte, anzi ho assistito a un peggioramento della situazione con insulti e dileggi nei miei confronti operati dalla classe dirigente pordenonese del partito. Mi auguravo che chi poteva farlo mettesse mano alla situazione, incluso Follegot, ma questo non è avvenuto». Rispetto alle sue richieste, il deputato sostiene «che ci si poteva sedere attorno a un tavolo e trovare una mediazione, ma non c'è stata la volontà. Nella Lega non mi sento più tutelato, tant'è che qualcuno ha detto che avrei potuto andarmene visto che non sarebbe cambiato nulla. Non è stato facile - continua - compiere questo gesto dopo 15 anni di militanza, ma difenderò fino in fondo la mia coerenza, disponibile anche a dire cose che ho tenuto per me sul partito se verrò attaccato». Sulla sua collocazione futura, Pottino dichiara di essere «né uomo di centro-destra, né di centro-sinistra: sono equidistante sia da An, sia da Rifondazione. Sono un federalista convinto e in Parlamento voterò secondo coscienza».


Il suo abbandono è una sconfitta anche di Bossi? «Penso che abbia tante cose alle quali pensare - risponde - ed è purtroppo circondato da alcune persone incapaci». Le dimissioni di Pottino restano, per il momento, personali e non coinvolgono il senatore Gabana, che ha condiviso lo stesso disagio. «Non ho nessuna lettera di dimissioni in tasca - commenta - e sono qua, nel gruppo della Lega nord, impegnato in Parlamento, ma con un occhio rivolto a quello che farà Follegot». Dispiaciuto si dice quest'ultimo, il quale ricorda «che ho ricevuto l'incarico di commissario da dieci giorni e sono impegnato a trovare una soluzione stabile per Pordenone, per la quale mi aspettavo di avere più tempo. Mi dispiace che Pottino abbia preso questa decisione - afferma - ma intendo lavorare per ripristinare gli equilibri nella Destra Tagliamento». Da parte sua non ci sarà la richiesta a Pottino affinché si dimetta anche da deputato: «E' stato eletto dai cittadini», chiosa.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto