Posta chiusa a Ipplis, il Comune ricorre al Tar

PREMARIACCO. Il Comune di Premariacco dichiara “guerra” a Poste Italiane.
Lo fa presentando ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento che ha sancito la chiusura dell’ufficio postale della frazione di Ipplis, dismesso lo scorso 7 settembre nell'ambito di un piano di riassetto e di dimensionamento posto in essere dalla società su scala nazionale.
La soppressione dello sportello ha originato un disservizio pesante, «lasciando l’abitato – evidenzia la maggioranza che ha espresso il sindaco Roberto Trentin – privo di una realtà di servizio che è fondamentale».
Di qui la risoluzione della giunta civica di impugnare la decisione di Poste italiane: con recentissima delibera, dunque, l’esecutivo ha appunto formalizzato la scelta di fare ricorso.
Una scelta, ricorda ancora il primo cittadino, che fa seguito a un incontro con l’Anci, svoltosi nei giorni scorsi.
Il meeting si è concluso con l'impegno dell’Associazione a mettere a disposizione dei Comuni, a copertura delle spese per l'azione legale, 5 mila euro.
E Premariacco, a quel punto, ha optato per dare battaglia.
L’incarico professionale è stato affidato all’avvocato Luigi Garofalo. «La sede postale di Ipplis, che poteva contare su personale efficiente e competente – ricorda ancora il sindaco di Premariacco –, è di fondamentale importanza, e non solo per i residenti».
«Si tratta – rimarca – di un fermo punto di riferimento per un bacino d’utenza ben più ampio, che abbraccia i territori limitrofi. La chiusura di Ipplis sta creando non pochi disagi, fra l’altro, all’ufficio del capoluogo, che con due sportelli in tutto e pochi dipendenti non può certamente essere in grado di assorbire il carico di lavoro che dai primi di settembre si sta riversando dalla frazione».
«All’insorgere del problema – conclude Trentin – mi ero immediatamente attivato, mettendomi in contatto con il responsabile della zona di Poste italiane e sollecitando un incontro. La mia richiesta, tuttavia, non ha trovato alcun accoglimento, nonostante i solleciti». (l.a.)
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