Dal Vulcano a Pordenone: la raccolta fondi è un successo, le rugbiste di Catania volano in Friuli

Grazie alla solidarietà dei social, dieci giovani atlete parteciperanno al torneo giovanile e vedranno l'Italia del rugby sfidare il Giappone al Tognon

Francesco Silvestri
La favola del Vulcano Etna per il test match della Nazionale
La favola del Vulcano Etna per il test match della Nazionale

Dal Vulcano a Pordenone: le ragazze di Catania chiedono una mano per inseguire il sogno azzurro. Che sarà realtà. Dalla Sicilia al Friuli, attraversando l’Italia per giocare a rugby e, soprattutto, per vivere da vicino una giornata che potrebbe rimanere a lungo nei loro ricordi. È il piccolo grande viaggio che hanno organizzato le ragazze del Vulcano Etna rugby di Catania, protagoniste di una raccolta fondi lanciata sui social per permettere alla squadra di raggiungere Pordenone in occasione del torneo femminile in programma il 19 settembre, nel fine settimana della sfida della Nazionale italiana al Tognon di Fontanafredda.

L’appello: «Chi ci dà una mano a portare queste vulcaniche ragazze a Pordenone per giocare un bel torneo e per vedere la Nazionale italiana?». Il messaggio, pubblicato sui canali social del Vulcano Etna rugby, racconta la voglia di partire di un gruppo composto da dieci ragazze e due accompagnatori. L’obiettivo è arrivare a Pordenone per vivere un doppio appuntamento: scendere in campo nel torneo dedicato al rugby femminile giovanile del club cittadino e poi assistere alla partita internazionale della Nazionale italiana contro il Giappone allo stadio Omero Tognon di Fontanafredda. La richiesta di aiuto è partita dall’ambiente del club.

Nei post condivisi attraverso i social del Vulcano Etna rugby si parla apertamente della raccolta fondi e dell’esigenza di trovare sostenitori disposti a dare «una spinta» al progetto. In un altro messaggio il club racconta l’avvio della preparazione alla nuova stagione definendo proprio la trasferta a Pordenone, in occasione di Italia-Giappone, come il primo grande appuntamento per le ragazze. La storia delle ragazze del Vulcano Etna racconta anche qualcosa di più ampio. Nel rugby giovanile le distanze geografiche possono diventare un ostacolo concreto, soprattutto quando una società deve affrontare una trasferta dalla Sicilia al Nord Italia.

Ecco perché la raccolta fondi ha assunto un significato particolare: non si è chiesto soltanto di finanziare un viaggio, ma di rendere possibile un’esperienza sportiva. Per le ragazze significa giocare contro altre giovani atlete, conoscere una parte del movimento rugbistico del Nordest e assistere a una partita internazionale. Per il movimento femminile è un esempio di come il rugby possa creare occasioni di incontro tra realtà lontanissime, dal campo siciliano ai grandi stadi della Nazionale. La risposta è già arrivata: la raccolta ha raggiunto la somma fissata come obiettivo garantendo alle giovani rugbiste catanesi di affrontare la trasferta in Friuli.

I contributi hanno fatto la differenza trasformando un desiderio in un’esperienza concreta. Ogni euro donato è stato ben speso: per pagare un viaggio, certo, ma soprattutto per permettere a dieci ragazze di giocare, confrontarsi, conoscere altre realtà e vivere una giornata accanto alle atlete della Nazionale. A Pordenone e Fontanafredda il 19 settembre ci sarà anche un pezzo di Catania. E quando un euro permette a una giovane atleta di partire, giocare e sentirsi parte di qualcosa di grande, quell’euro non è stato speso male. È un piccolo investimento nel futuro.

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