Pordenone, in duemila salutano la fiamma olimpica nonostante la pioggia

Il pubblico ha voluto assistere alla giornata storica che ha visto la partecipazione di 28 tedofori, oltre alle autorità 

Massimo Pighin
La campionessa pordenonese di nordic walking Rossella Viol fra i 28 tedofori protagonisti a Pordenone. FotoPetrussi/LucaAmbrosio
La campionessa pordenonese di nordic walking Rossella Viol fra i 28 tedofori protagonisti a Pordenone. FotoPetrussi/LucaAmbrosio

Una giornata storica. L’ha vissuta oggi, domenica 25 gennaio, Pordenone, dove ha fatto il suo arrivo la fiamma olimpica di Milano Cortina: nonostante la pioggia, il passaggio della torcia, antico simbolo di pace, amicizia e concordia, è stato seguito da circa 2 mila persone, dalla partenza in via Udine all’arrivo in via Codafora.

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Ventotto i tedofori: ad avviare il cammino del fuoco olimpico nel capoluogo del Friuli occidentale è stato Filippo Rebeschini, di Pieve di Cadore, grande appassionato di sport. Era emozionato e felice, tanto quanto Michele Lamaro, capitano della nazionale italiana di rugby, ultimo tedoforo a Pordenone prima che la fiamma olimpica lasciasse la città per dirigersi a Conegliano.

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Tanta gente, si diceva, tra bandiere tricolori, sorrisi, l’emozione di poter assistere a un evento di grande rilevanza simbolica e di essere parte, appunto, di una giornata storica per Pordenone. Ad attendere la fiaccola, sotto la loggia del municipio, le autorità. Assieme al ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani anche, tra gli altri, il deputato Emanuele Loperfido, in divisa da volontario alpino, il sindaco Alessandro Basso e l’assessore allo sport Elena Ceolin.

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In attesa del 2027, quando Pordenone sarà Capitale italiana della cultura, ministro e amministratori comunali hanno sottolineato l’importanza dell’evento di oggi. Sotto la loggia anche Daniele Molmenti, primo oro olimpico pordenonese, a Londra 2012, che domani reggerà la torcia al Vajont, nel tratto che attraverserà anche Erto e Casso. Tornando ai tedofori di oggi, tra gli altri, l’oro paralimpico di Parigi Giada Rossi, Umberto Coassin, già reggitore ai Giochi di Cortina 1956, e Rossella Viol, campionessa del mondo di nordic walking e corsa in montagna.

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Presente anche un nutrito gruppo di manifestanti pro Pal: non si sono registrate tensioni particolari. L’entusiasmo è stato il sentimento prevalente, unitamente all’ammirazione per la fiamma olimpica. Un rito antico, che non smette di emozionare.

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