Pordenone, anziana truffata dal finto carabiniere con una telefonata: spariti 11 mila euro e gioielli
Il truffatore ha detto alla signora: “La macchina di suo marito è stata utilizzata per fare un furto di gioielli”. Coinvolto anche il figlio dell’anziana. Consegnati soldi e preziosi il finto militare ha fatto perdere le sue tracce

“La macchina di suo marito è stata utilizzata per fare un furto di gioielli”. Anziana truffata, finto carabiniere via con 11 mila euro e gioielli.
L’episodio si è verificato giovedì mattina intorno alle 11 in un’abitazione di via Madonna Pellegrina a Pordenone, dove un’anziana di 76 anni, vedova, è stata raggiunta dalla telefonata di un uomo, presentatosi come un carabiniere del comando di pordenone che la informava che l’auto intestata al marito era stata utilizzata per consumare un furto di gioielli.
La donna, spaventata, ha passato la telefonata al figlio di 54 anni, presente in casa insieme a lei, a cui il truffatore ha ribadito le stesse parole, aggiungendo che la questione della targa doveva essere risolta con la motorizzazione, invitando quindi in maniera implicita il figlio ad abbandonare la casa per lasciare da sola la madre anziana, più esposta a una situazione di pericolo.
Il figlio, spaventato anche lui da quanto udito al telefono dall’uomo che si presentava come un militare dell’Arma, si è diretto verso la motorizzazione, come da indicazioni telefoniche. Intanto in casa la donna è rimasta da sola.
Alla porta si affaccia un uomo, anche lui presentatosi come un carabiniere, ma in borghese, incaricato del recupero di gioielli e contanti che potrebbero essere parte della refurtiva del (finto) furto e che quindi necessitano di un controllo.
L’anziana prepara 11 mila euro in contanti e alcuni gioielli, per un valore ancora da quantificare, consegnati nelle mani sbagliate. Con il bottino nelle tasche, il finto carabiniere si allontana velocemente.
Mentre nell’abitazione di via Madonna Pellegrina la madre anziana sta consegnando tutto quello che possiede al malvivente, nelle sale della motorizzazione il figlio resta ancora più confuso dalla risposta ricevuta.
Non risolvendo nulla, decide di rivolgersi direttamente al comando provinciale dei carabinieri. Raggiunta la caserma di via Planton, dopo un colloquio con i militari dell’Arma, la scoperta di quanto aveva subito. Inutile il tentativo di contattare la madre, il telefono risultava ancora occupato.
Nonostante l’invio immediato di una pattuglia nel tentativo di cogliere il finto carabiniere sul fatto, lui aveva già fatto perdere le proprie tracce.
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