Anpi ricorda i martiri della Resistenza e condanna la “schedatura” dei docenti al Leopardi-Majorana
A Pordenone, durante la commemorazione dell’eccidio nazi-fascista, netta presa di posizione contro l’iniziativa di Azione studentesca e a difesa della libertà di insegnamento e della Costituzione

Nove giovani martiri della Resistenza vittime dell’eccidio nazi-fascista al centro della celebrazione dall’associazione Anpi a Pordenone e, subito dopo, la condanna netta dei ragazzi di Azione studentesca che hanno lanciato la “schedatura” dei docenti di sinistra al liceo Leopardi-Majorana.
La scuola ha tenuto banco nella cerimonia di deposizione della corona di alloro alla memoria, di fine gennaio 2026 in città, in viale Montereale nell’ex caserma Martelli. «Nessuno sia schedato – lo ha scandito nell’orazione Fausto Passador presidente Anpi Maniago-Montereale Valcellina - a scuola». Nel liceo in piazza Maestri del Lavoro un gruppo di docenti ha firmato la lettera-documento sulla libertà di insegnamento: accoglierà adesioni nelle scuole.
Il documento
«La scuola – lo hanno firmato una trentina di insegnanti al Leopardi-Majorana – è di tutti”. L’invito. “Venite, entrate in classe e sedetevi: è propaganda? Si - va avanti il manifesto della libertà di insegnamento -. Noi docenti propagandiamo l’arte e la scienza libere e lo facciamo con la nostra professionalità».
Nel liceo in piazza Maestri del Lavoro ci sono 1.600 studenti divisi in tre sedi e 160 insegnanti. «Siano tessere di un mosaico di pensieri e di modi diversi di stare al mondo, una pluralità che richiede un allenamento quotidiano al dialogo e, quindi, all’ascolto – indica il documento -. In questo esercizio costante, cerchiamo di testimoniare davanti agli studenti la bellezza della democrazia e della nostra Costituzione perché rispettare l’altro, la sua identità formata e in formazione, è la nostra sfida, stimolare il pensiero libero, ma radicato nella storia, la nostra speranza».
E ancora. «Noi docenti ci assumiamo la responsabilità educativa che non prevede perfezione, ma tensione verso la conoscenza critica – dicono i professori -. In una relazione di reciproca fiducia, che in un clima di diffidenza e sospetto, non sarebbe possibile. Affermiamo con forza che una raccolta di dati personali e orientamenti politici è distruttiva nei confronti della qualità della relazione educativa ed è illegale (articolo 33 della Costituzione italiana)».
Nel Leopardi-Majorana è arrivata la richiesta di atti e relazioni sul caso del manifesto affisso ai muri esterni della scuola, per “schedare” gli insegnanti di sinistra nel monitoraggio online. Non si esclude la visita ispettiva dopo l’invio del dossier al ministero dell’Istruzione e Merito, a Roma.
La denuncia Anpi
La memoria storica è rimbalzata nel presente, di fronte a una ventina di liceali del Leopardi-Majorana. «La scuola è palestra di civismo – ha sostenuto Passador tra gli applausi - e non è una ragazzata la “schedatura” degli insegnanti di Azione studentesca di Pordenone. C’è una regia politica“. Opinioni, canti partigiani del Coro Anpi e il tricolore alzato. “Gli studenti non possono fare indagini sui docenti di sinistra o di destra – ha confermato a Loris Parpinel presidente Anpi provinciale -. Sono vietate le schedature sulle idee dei docenti».
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