Popolare di Cividale, sì al bilancio. L’utile è di 10 milioni e mezzo

Il presidente Lorenzo Pelizzo parla di numeri «più che soddisfacenti». Il dividendo è pari a 0,45 euro
CIVIDALE.
In un panorama complesso, minato – a livello globale – dalla crisi economica, la Banca popolare di Cividale si staglia come un’isola felice: all’assemblea annuale dei soci, riunitasi ieri nella città ducale, infatti, è stato presentato un bilancio che il presidente dell’istituto di credito, Lorenzo Pelizzo, ha definito «più che soddisfacente», con un utile netto della capogruppo di 10,5 milioni di euro e un dividendo pari a 0,45 euro.


«I volumi a livello di consolidato – ha chiarito – sono saliti del 14,5%: le critiche mosse nei confronti del sistema bancario, insomma, non possono coinvolgere la nostra realtà, che in un momento certo non favorevole continua a erogare credito. A fronte dell’incremento dei volumi c’è stato un lieve calo nella redditività, indice del fatto che non abbiamo voluto fare pressioni sulla clientela. Abbiamo optato per consistenti accantonamenti, al fine di sostenere le aziende che si trovano in situazioni di temporanea difficoltà. La crescita del patrimonio della Banca consente di dare attuazione al piano strategico previsto, che include sia l’apertura di diverse filiali sul territorio (che dalle attuali 63 raggiungeranno la settantina), sia il proseguimento dello studio di fattibilità per l’acquisizione di una quota importante della Dezelna Banka Slovenije di Lubiana: obiettivo, questo, che ci sta a cuore perché, dopo la caduta dei confini, consideriamo la Slovenia “territorio domestico”. I risultati conseguiti nell’esercizio 2009 sono anche il frutto di una politica che ha puntato sul trasferimento del personale tra le società della Banca».


Il riferimento è, nello specifico, a Nordest Banca, i cui dipendenti, in ampia percentuale, sono stati dislocati nella capogruppo: dopo l’acquisizione della quota di controllo dell’istituto di credito («Deliberata dal Cda – ha rimarcato Pelizzo – dopo attenta valutazione, per evitare che un altro pezzetto del Friuli andasse perso»), il medesimo è stato interessato da un piano di risanamento che ha consentito un ritorno all’utile.


In conclusione, bilancio approvato all’unanimità dagli oltre 600 azionisti presenti: il documento attesta una massa amministrata di quasi 7 miliardi di euro, una raccolta diretta salita del 13,4% e portatasi, dunque, a quota 2.561 milioni, impieghi per 2.833 milioni e un utile netto di 10,5 milioni, che ha consentito di distribuire un dividendo di 0,45 euro per azione; il valore del titolo è stato portato da 23,5 a 24 euro.


Ma la circostanza dell’assemblea ha fornito anche l’occasione di presentare i dettagli del progetto esecutivo di riqualificazione dell’area ex Italcementi (dove i lavori di riedificazione sono ormai partiti) e – novità – il rendiconto sociale «che dimostra – ha sottolineato il presidente – come la nostra Banca sappia interpretare in maniera ottimale la responsabilità sociale dell’impresa e sostenere il territorio attraverso le sue migliori espressioni economiche, sociali e culturali».


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